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From: MrCafiero
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All Comments (22)

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  • La perfezione = Titta Ruffo.

  • magnifico! ineguagliabile! immortale! sublime! fantastico! unico!

    **************

  • La VOCE DEL LEONE : SUBLIME !!!

    Grazie !

  • voce eccezionale di potenza ed estensione ma non è vero che Verdi lo avrebbe amato perché Verdi amava il canto sfumato, il fraseggio vario;

    certo l'accento è importante in Verdi ma non si può cantare sempre così a squarciagola anche se si è TittaRuffo e cioè la voce più imponente del secolo XX...

    ma i suoi epigoni e imitatori (vale anche per Caruso) hanno accentuato i difetti per coprire magagne tecniche e in qualche caso vocali

  • Verdi, being a musical genius would have recognized a vocal genius in music as well. And Verdi wrote heavy orchestration for many of his operas which means you need a big and heavy voice. Also, he demanded tuning at A = 432 which also suggests he loved a darker sound than what we hear today.

  • @mongemark Caruso "epigone" e "imitatore" di Ruffo?ahahahahahahahahahah

    Si,si sopratutto quando Enrico Caruso cantava il ruolo di Nemorino...

    Amico,lei legge troppo e canta poco!

    La voce di Ruffo e unica!

    Lo stesso per la voce ineguagliabile di Caruso.

    Il sogno di tutti tenori era /mi ricordo gli anni 50/ e rimane di avere la voce di Enrico Caruso!

    Mi creda Caruso aveva il suo stile di interpretazione,proprio come Ruffo...

    Come "non si può cantare sempre così"?!?

    Ma di che cosa parla?!?!?

  • @mongemark le sue parole cito:" ma non é vero che Verdi lo avrebbe amato perché Verdi amava il canto sfumato,il fraseggio vario;"

    Si giusto,per lei Verdi avrebbe amato voci come quella di Raimondi,Domingo...

    La prego prima di parlare di Ruffo di ascoltare tutte le sue registrazioni,l'aspetta una sorpresa enorme,cioè Titta Ruffo nei dischi che ho a casa ha una voce splendida,unica,pianissimi,fra­seggio,

    controllo,mezza di voce,dolcezza...la sua voce aveva una bellezza interpretativa unica!

  • @mongemark 2e se caro amico per lei Ruffo non ha una voce Verdiana,chi allora per lei e il suo gusto raffinato ha la vera voce Verdiana?

    E se non e un segreto posso chiederla con molto rispetto,come si deve cantare allora Verdi?

    Avevo un amico,spesso mi diceva:

    -Caro Nicola per cantare Verdi ci vogliono 3 cose:

    1 avere la voce

    2 avere la voce

    3 avere la voce

    Chi era questo mio amico?Uno dei più noti direttori d'orchestra del mondo,e di più era italiano...buon ascolto.Con simpatia e

    VIVA RUFFO!

  • @bodiloto

    che ci vuole anche una gran voce è sicuro (lauri volpi diceva che ci vuole l'acciaio in gola) ma Verdi (basta leggere gli spartiti e le sue lettere) voleva che si interpretasse e non che si gridasse

    ..infatti non era molto d'accordo su Tamagno protagonista dell'Otello, proprio per questa carenza di canto sfumato e variato nel fraseggio... non si può negare la volontà dell'artista...

    cmq anche per me viva Ruffo Cafiero Titta

    Ruffo, sig bodiloto, era il nome e non il cognome

  • @mongemark amico,leggere gli spartiti e le lettere di Maestro Verdi non basta!

    Ci vuole cuore e anima per sentire il genio di Maestro Giuseppe Verdi e Titta Ruffo!

    Tu amico mi prendi in giro e questo fatto mi fa tantissimo piacere!

    Tu non hai risposto alle mie domande.

    Amico sei un uomo intelligente /ti rispetto per la tua sensibilità/ e a volte succede che i giovani leggono i tuoi commenti,quello che hai scritto di Ruffo Titta e assurdo,credimi! Come un uomo come te può parlare cosi?!?Ciao.

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  • @mongemark amico,parliamo quasi 2 anni...Non hai capito ancora che per me il più importante e la bellezza della voce e non la sua grandezza/forza,come per esempio la 'voce' forte di RR/.

    La bellezza della voce + l'interpretazione giusta=Arte.

    Ruffo e i suoi compagni erano veri Artisti,quasi ogni suono che producevano toccava la perfezione.

    Da 40 anni da questi gridi intorno a noi /questi orchestri moderni pieni dei musicisti sordi e con poca educazione musicale/siamo quasi tutti sordi.Ciao.

  • @mongemark TRE-che il sassofonista tenore Coleman Hawkins fece nel jazz nel lontano 1939.Vero che tra i suoi epigoni e imitatori vi è stata una ecatombe di voci,ma l’avvento della cosiddetta“scuola del muggito”,di Cellettiana memoria,non è certo da imputare a responsabilità di Ruffo ma alla scellerata pretesa di voler imitare un timbro che per caratteristiche proprie e per volume era inimitabile,oltretutto senza possedere adeguate risorse tecniche.Cordialmente

  • @1947Rollo

    concordo in gran parte, e infatti Titta Ruffo è una eccezione come lo sono Caruso Scialiapin Callas, cioè casi unici nella storia del canto; il problema è venuto dopo, con i baritoni e i tenori che aprivano le note a squarciagola a detrimento del legato del fraseggio espressivo dell'uguaglianza di suoni...sugli esempi da te proposti avrei qualche riserva: parlerei di Amato di Danise di Stracciari e di Galeffi non di Scotti (Puccini diceva che era una vociaccia) o di Granforte...

  • @1947Rollo

    quanto alla scuola del muggito di Celletti il discorso sarebbe lungo: Celletti ha avuto il merito di aver fatto una operazione culturale non una semplice restaurazione di tecniche e stilemi in parte ormai vetusti: tutto doveva partire dalla tecnica, ma indubbiamente la voce ha una parte importante; la crisi di grandi voci che oggi abbiamo è dovuta in parte al fatto che non ci sono più quei serbatoi che erano le chiese, dove centinaia di ragazzini venivano educati al canto ...

  • @1947Rollo

    ho visto e ascoltato qualche giorno fa su Skyclassica una esecuzione delle Nozze di Figaro da far accapponare la pelle, tale era la bruttezza di voci, la petulanza di quelle vociuzze striminzite e asprigne; poi ho visto un Andrea Chénier da Bregenz dove sulla ghigliottina dovevano metterci il regista, e anche qui i cantanti erano men che mediocri ...allora io mi sento fortunato già solo ad avere ascoltato un Cecchele (che non era certo Borgatti Pertile o Corelli)...

  • @mongemark DUE-basti ascoltare l’attacco dell’eri tu o il sogno dall’Otello(ma anche taltro)per rendersi conto di come Ruffo piegava la sua enorme vocalità ad esigenze più liriche.Certamente il suo canto ruppe con la tradizione consolidata da chi lo aveva preceduto(Battistini,Scotti,An­cona e altri,e per questo è stato un innovatore che ha dato attualità al canto adeguandolo ai tempi ed ai gusti che mutavano.Ha fatto,in sostanza,la stessa operazione di modernizzazione

  • @mongemark UNO-Dissento sul fatto che Ruffo cantasse a squarciagola,non risponde al vero come documentato dai vari dischi.Certo l’ampio fraseggio,gli acuti forti e squillanti,i centri poderosi e tonanti(che prima di lui non s’erano mai uditi)e l’indugiare a piena voce su alcune note centrali può portare all’errata conclusione che gridasse;in realtà il suo canto era sempre controllato ed espressivo. Quanto poi al cantar vario e sfumato,come preteso da Verdi,

  • The Lion Roars, ain't no one like him! Thanks for this great post from this GIANT!!!! We can all (us baritones) listen and dream of sounding like this some day in some future lifetime!

  • A spectacular and visceral performance..

    Verdi would have loved it! I know I do!!

    Thank you for another one of your

    treasured postings!!!

  • Wonderful as always...Ruffo is the master. Difficult to find a baritone at his level.

  • extraordinario. jfsanin

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