Added: 3 years ago
From: alexspil
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All Comments (56)

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  • que bellisimme montagne laspromonte ha

  • Io conosco i balli e le musiche originali della Calabria che pertengono anche ai villaggi cui si fa menzione in questi video ed ho visto i balli greci anche presso il laboratorio di Dora Stratou ad Atene: sono mondi nettamente distinti. Infatti l'unico momento in cui il ballo improvvisato nel presente video somiglia ad una danza di Grecia e quindi dei Balcani, si ha quando la "ambasciatrice" greca s'intromette fra le reggine che ballavano pei fatti loro.

  • Ciò che in effetti mi deste preoccupazione è il tentativo di "correggere" ciò che naturalmente sono queste popolazioni sul modello allotropo della Grecia balcanica.

    Ciò detto, se a 1:12 il Greco de noiatri evitava di grattarsi la ciolla faceva più bella figura.. :-)

  • @7Saturno haha! bellissima questa sull' 1:12, non l'avevo notata! cmque anche questa è uan dimostrazione di grecità! Il bronzo di Riace ha dovuto aggiustare la sua "perfezione"! :)

  • ARE THE GREEK SPEAKING PEOPLE IN SOUTHERN ITALY MORE THAN 20,000 PEOPLE TODAY ?

  • In Grecia negano l'identità culturale e linguistica di realtà etniche colà storicamente consistentissime, come gli Arvaniti, la cui lingua albanese non è in alcun modo preservata e la cui identità è oggetto da decenni d'un processo di ellenizzazione volta a negare l'importante presenza albanese in Grecia, o come i Valacchi, esprimentesi una lingua romanza particolarmente simile all'italiano, però mandano qui loro delegati per valorizzare pochi rimasulli di parlate greche. Viva la coerenza..

  • Comunque, esprimersi in greco non significa essere greci., ma, nel caso in questione, aver fatto parte d'un impero, quello romano d'oriente, dove la lingua maggioritaria era appunto, la greca. Altrimenti, noi Italiani dovremmo inviare delegati presso tutte le popolazioni che ad oggi si esprimono in una lingua neolatina (spagnoli, francesi, portoghesi, tutti i sud- e centro-americani, e gli stessi valacchi residenti in Grecia, ad esempio) a salutare i nostri fratelli da noi Italici discendenti..

  • @7Saturno i just read your comments (thanks to google translator). about arvanites, arvanites rae albanians who came in greek mainland during 13th century. they were allies with greeks (they share common faith and many traditions) and they fought too for the greek indepedance. tha majority of albanians were (and are) muslims and they served to ottoman army. many arvanites were killed by albanians and thats why arvanites in greece today dont want to be called albanians.

  • @7Saturno about arvanitika, their language, they should make efforts to preserve it and i dont think greek society would be against this. greek state never blocked any effort of arvanites to preserve their language. about vlachs i know (and there are videos on youtube) that there are lessons for their language. and finally we dont want to make people of magna grecia "greeks", just help them on their OWN efforts to preserve their languge

  • The Greek authorities are against that because Arvanitika is not officialy recognized as a minority language by the state, though people of Arvanite origins in Greek are very numerous and played an important role during the Greek struggle for independence. Vlach is not recognized by the State as a minority language either.

    The ancient inhabitants of Magna Graecia and the Griko speakers have no relation with each other, so I don't get why you mention Magna Graecia while talking about Griko.

  • @7Saturno Before you post should ask or search if they want to be recognized as a minority! The Panhellenic Federation of Cultural Associations of Vlachs has officialy stated that we don't want to be recognized as minority!I think everyone has the right to identify himself and both Arvanites and Vlachs call ourselves Greeks.I don't see where other people have problems with this..how can somebody be forced to become a minority??

  • @7Saturno io sono greco di sud albania e conosco come si fa a preservare la lingua e tradizioni nel un stato di terrore(specialmente ai anni di dittatura nazional-komunista).mi fa pena per cio,vedersi avere paura a diversita culturale di italia(esatamente come i albanesi).mi dispiace da vero.non sono nazionalista.ho grande rispeto per il popolo albanese e certo per voi italiani.per cio mi dispiace da vero.

  • @MrTheKanenas Ma che paura della diversità culturale verso gli Italiani grecofoni? Quale diversità culturale? C'è solo una parziale diversità linguistica: la cultura è identica a quella dei calabresi.

    E quale paura? Non essere ridicolo, paura di una mera minoranza linguistica, che è peraltro tanto fievole? L'Italia è letteralmente sommersa da nordafricani e genti dell'est, sai cosa ce ne può fregare in seno a un eventuale timore di qualche centinaia di reggini che parlano anche in greco?

  • @7Saturno Anzi, buon per loro.

  • @7Saturno ma che significa essere italiano?che significa essere greco,tedesco,cinese.....?cosa ne pensi,kafka era hebreo,cekosllovako o tedesco?el greco(dominiko theotokopoulos) era greco o spagniolo?la lingua e patria(anche cuela artistica).un cittadino italiano chi parla greco al merchato parla italiano ma cuando canta,canta al suo dialeto.certo e un italiano,ma un italiano come tutti?

  • @MrTheKanenas con tutto il respecto che ti devo,io penso che parli come un fanatico antifanatico,come un nazionalista antinazionalista.dobiamo permettere a ognuno definire la sua identita culturale.kali nifta(buona notte nel dialeto grecanico)

  • @MrTheKanenas Non sono sicuro di aver ben capito che cosa tu intenda, ma la lingua non rappresenta necessariamente una patria, al di là del fatto che queste persone sono prevalentemente italofone e secondariamente grecofone ad oggi. Inoltre ogni aspetto della loro cultura è assolutamente identico a quello degli altri calabresi, come questo video mostra: quella musica e quelle danze non sono balcaniche, ma tipiche dell'Italia meridionale, ad esempio.

  • Comment removed

  • La componente grecofona di queste persone non denuncia affatto un'origine etnica greca, com'è nel caso dei greci dell'Albania meridionale, bensì resta a testimonianza di un passato bizantino che pertenne anche alla Calabria. Tutto qui. Allo stesso modo, in ampie aree dell'Europa che fu sotto il dominio romano, si parlano lingue neolatine:

  • ragione questa non sufficiente perché noi si reclami francesi e spagnoli italiani, né tanto meno lo spagnolo ed il francese e tutte le varie lingue romanze quali dialetti italiani. In effetti questi calabresi non parlano neanche neogreco, ma griko, dopo il dialetto calabrese e l'italiano standard naturalmente. Quindi sì, riguardo alla tua ultima domanda sono senz'altro - e visibilmente - italiani meridionali.

  • Mi preoccupano le parole dell'uomo con la barbetta che dice di essersi sentito come in Grecia e di aver trovato una "atmosfera greca" quindi il proseguio del suo discorso: i balli e la musica e la gente dell'Epiro, per la cronaca, non c'entrano proprio nulla. Un Calabrese in Epiro si sente distante da casa e così un'Epirota in Calabria. 

  • Non è affatto vero che la cultura unisca la Grecia moderna alla provincia reggina in questione oltre che la lingua, a meno che non si vogliano individuare quelle generiche somiglianze riscontrabili fra Grecia e meridione d'Italia in toto. Nella Grecia moderna c'è però pure la forte, dominante, balcanicità, che è cosa aliena all'Italia, com'è da subito riscontrabile da un qualsivoglia italiano, perfino un calabrese di origini come me, che vi si addentri.

  • @7Saturno se mettiamo da parte le grosse parole di un politico,possiamo capire il sentimento di un greco che senta la sua lingua in calabria.e stupendo,bello,purtropo strano per voi!!perche?ripeto:i grecofoni di magna grecia sono italiani, sicuro che ammano l`italia come te,ma sono anche miei parenti culturali.da vero la musica di cuesta popolazione,anzi la musica di italia meridionale non e strana per me.......

  • @MrTheKanenas specialmente quella polifonica in interpretatione a cappela e uguale con la mia musica traditionale epirotica.certo trovo molte diferenze ma il sentimento e la strutura e una.so che nella questa regione,nell epiro e nella kreta ancora cantiamo con pentatonico e non con armonia come in tutta l`europa.non e strano?non e bello?non m`interesa se questo e un patrimonio bizantino o antico.importante e che questo patrimonio e bello,e raro,e prezioso.

  • @MrTheKanenas La musica tradizionale epirota e di molte altre parti della Grecia usa tipicamente strumenti che neanche esistono in quella dell'Italia meridionale o sono del tutto secondari, e viceversa. Riguardo alla scala polifonica, si ritrova in tutte le musiche del mondo forse sin dalla preistoria, quindi, sì, somiglianze generiche possono trovarsi dappertutto, resta che se io devo definire queste genti e la loro cultura, immediatamente mi rivolgo al meridione d'Italia, non ai Balcani.

  • @7Saturno i strumenti che usiamo nella musica epirotica sono da vero molto strani. usiamo clarinetto,violino,tamburo,aco­rdeon."unichi" strumenti musicali. invece i grecofoni di italia come i "italofoni" di peru usano ....ma dai!sono altre cose che fanno la diferenza. perche abbiamo molte diferenze,e logicho.abbiamo una mare e tanti secholi in mezze.................

  • @MrTheKanenas vedo che ti interesa la politica,i diritti di minoranze culturali di grecia. hai ragione ,questa storia e politica."politica"-"polis"(ci­ta)-"politismos"(civilta-cultu­ra). hai ragione di aver paura da questo politico fanfarone che fa il suo lavoro. e la cultura italiana che unisce i italiani.e la cultura greca che unisce un paese separata nelle tante isole,montane. ma cosa distruge un paese,un popolo,una civilta,una "polis". che ne pensi? la paura. questa e la diferenza fra di noi.

  • @MrTheKanenas noi greci di diaspora diciamo molto speso una proverba:"οπου γης και πατρις"(dovunque e terra,e patria).perche la vera patria e la mia cultura e sopra tutto la mia lingua che mete nella mia anima tutto che cio piu greco(storia,musica,letteratur­a....). quando sento in grico la parola "filos"(amico)-una parola uguale nel grico,nella mia lingua e nel antico greco-io vedo la mia patria.non quela con confini,politici,paura e diffidenza, ma la patria di mia anima. spero che mi capisci.

  • @MrTheKanenas φίλε μου είναι πολύ συγκινητικά τα λόγια σου, εύγε :) δύο πράγματα θα σου πω, στα ελληνικά, γιατί οι άλλοι δεν πρόκειται να καταλάβουν, και μπορεί και να παρεξηγηθούν:

    α) μην προσπαθείς να εξηγήσεις σε έναν ξένο πως νιώθεις ο έλληνας για τη γλώσσα του, και πόσο αυτή ταυτίζεται με την πατρίδα και τον πολιτισμό του.

    β) ακόμα πιο δύσκολο, μην προσπαθείς να εξηγήσεις πόσο πολύ ο έλληνας αγαπάει και εκτιμά την πατρίδα του όταν βρίσκεται μακριά από αυτή...

  • @MrTheKanenas ΥΓ. αλλά και δυστυχώς πόσο την πληγώνει και την σκοτώνει όταν βρίσκεται στην Ελλάδα... αυτή η διπλή "φύση" του Έλληνα είναι η ευλογία και η κατάρα του, στο βάθος των αιώνων...

  • @alexspil Συμφωνώ φίλε με τα λόγια σου .μόνο που θα ερμήνευα τον Σεφέρη κάπως διαφορετικά(όπως και εσύ άλλωστε).δεν είναι η Ελλάδα που μας πληγώνει ,είναι οι έλληνες που μας πληγώνουν ,είμαστε εμείς οι ίδιοι που πληγώνουμε ο ένας τον άλλον .πιστεύω πως είμαστε ψυχικά ανάπηροι .δεν αγαπάμε τον Έλληνα όπως είναι αλλά αγαπάμε τα μάρμαρα ........συνέχεια

  • @alexspil δεν ζούμε στο σήμερα μα στο παρελθόν .μοιάζουμε με ξεπεσμένους αριστοκράτες που δυσκολευόμαστε να γίνουμε αστοί .το 2004 άκουσα μια  κηρία να δυσαρεστείτε που είδε να αναπαριστούνται τσιγγάνοι στην τελετή τον ολυμπιακών ,λες και δεν υπάρχουν ,λες και οι άλλοι ευρωπαίοι δεν έχουν τους δικούς τους «τσιγγάνους»,λες και είναι ντροπή .τα ίδια λάθη κάνουν και οι ιταλοί υποτιμώντας τους νότιους συμπατριώτες τους ως υποανάπτυκτους ,......συνέχεια

  • @alexspil μα όταν τους λέμε πως μας μοιάζουν ,θυμούνται ξαφνικά την βαλκανικοτιτα μας (balcanita),λες και είναι υποτιμητικό . τους αφήνουμε να πιστεύουν ακόμα τους ρομαντικούς τους ,πως οι αρχαίοι ήταν μόνο άριστοι και ανάμεσα στα σπουδαία δεν έκαναν και μικρότητες(όπως και μείς άλλωστε).να για τη μας βλέπουν ως μεταλλαγμένους έλληνες .......συνέχεια

  • @alexspil για να το πω πιο λαϊκά, έχω σιχαθεί το συρτάκι ,τον πελεκάνο της Μυκόνου και τον VISSOROUVA.γουστάρω δημοτικά ,τσίπουρο και ,τρελαμένους εφήβους που ακούνε Ιωαννίδη και Μάλαμα .τρελάθηκα(από ευχαρίστηση) όταν άκουσα(όψιμα βέβαια) την Αγνή Μπάλτσα να τραγουδά  Ξαρχάκο , Θεοδωράκη και Χατζιδάκι .οι ευρωπαίοι θέλουν να καθρεφτίσουν σε μας όλες τοις ανασφάλειες τους και μας έχουν βάλει να μαϊμουδίζουμε ….. .συνέχεια

  • @alexspil συγγνώμη ,φίλε, για τοις υπερβολές μου ,μα δεν είναι η Ελλάδα που με πληγώνει ,είναι οι έλληνες .παρά όλα αυτά αγαπώ όλους τους έλληνες ,όλους και τον κάθε έναν ξεχωριστά .είμαι σίγουρος πως δεν θα καταλήξουμε ποτέ μαρμαροκολόνες αλλά θα μείνουμε ζωντανοί και σύγχρονοι......

  • @MrTheKanenas Non è strano per noi, ma è strano per voi. Un greco non sente la SUA lingua, ma sente il Griko, che non è neogreco dimotikì, ma un'altra lingua, appunto, benché discendente anch'essa dalla tarda koinè, così come tutte le lingue romanze derivano dal Latino, ma io non vado in giro per mezzo mondo, dalla Grecia del nord dove risiedono i Valacchi al Perù per annunziare che tutte le persone esprimentisi in una lingua romanza parlano un dialetto Italiano.

  • Sulla seconda parte del tuo commento sbagli ancora, perché quegli italofoni e grecofoni ad un tempo che abitano la provincia del reggino non c'entrano proprio nulla con la Magna Grecia: la Magna Grecia è un'entità storica limitata ai tempi antichi e condivisa da tutto il meridione, mentre la lingua greca parlata in queste aree specifiche che consideriamo deriva da contatti e movimenti migratori risalenti al Medio Evo, non all'antichità.

  • @7Saturno

    evitando di entrare in merito (le dico solo che gli stessi ellenofoni calabresi si autodefiniscono "greci di calabria") del discorso, le dico solo che sta sfondando una porta aperta, perchè in Calabria e anche nel Salento non esiste nessunissimo problema, sono italiani al 100%, fieri di esserlo, e fieri delle loro radici culturali greche. Non dovrebbe dare tanta importanza alle parole di un politico, oltretutto dette in un momento di festa, non ufficiale. Se vuole il suo parere"serio"

  • @7Saturno Certo, su questo hai ragione, però da noi il greco di parla dal tempo della Magna Grecia (lo testimoniano alcuni termini che non esistevano neanche in età bizantina) non è venuto coi bizantini, anche se però la loro influenza sul greco di Calabria è evidente. Comunque ti dò ragione sulla negazione delle identità culturali in Grecia, è vergognosa, specialmente per la patria della democrazia

  • @7Saturno

    mi spiace molto leggere nella mia pagina web dei pareri ed affermazioni che tendono nel creare tensioni, e non dei sinceri scambi di opinione, e vedo anche che lei conosce molto superficialmente la realtà storica e linguistica della Grecia e del Sud Italia per quanto riguarda i magno greci, i bizantini e gli ellenofoni di oggi. In questi suoi 2 post qui, mischia in modo improprio dei concetti, per trarre delle spasmodiche conclusioni. Detto ciò, ognuno tragga le proprie conclusioni.

  • Io conosco assai bene la storia della Calabria e i suoi luoghi, essendo della regione originario, e penso che non sia certo io a mischiare concetti distanti per trarre chissà quale eversiva conclusione, bensì mi pare sia tu ad agire in questo senso, accostando periodi storici ed accadimenti del tutto irrelati fra loro per evincere non capisco bene che:

  • e mi riferisco soprattutto alle tue menzioni della Magna Grecia e delle comunità bizantine in Calabria, forse nell’intento di stabilire una qualche inimmaginabile continuità fra Milo di Crotone ed un accozzaglia di soldati armeni, bulgari, paflagoni, ecc esprimentisi in greco ed inviati a presidiare certe aree strategiche;

  • oppure fra Pitagora e dei calabresi di origine assolutamente italica, bruzia, ma parlanti il greco bizantino, cioè la lingua dello stato imperiale di cui facevano parte, più o meno frequentemente del dialetto italiano che ne rifletteva l’etnia. Perché, ti piaccia o meno (non vedo perché possa non piacerti), proprio nei gruppi che io ho citati a contrasto di quei personaggi simbolo della Magna Grecia, risiedono fondamentalmente le origini dei calabresi ellenofoni.

  • @7Saturno

    La ringrazio per il suo parere, il quale,pur non condividendo, ovviamente rispetto.

    Non ho fatto i documentari per dire come la penso io, ma per documentare il pensiero

    degli stessi ellenofoni della Calabria. Grazie e buone feste :)

  • @7Saturno (continua) può vedere il mio documentario a bova marina 

  • @7Saturno Kassimis a Bova Marina

  • vada per il greco....io pero voglio anch ecorsi di osco e latino,che sono allo stesso modo nostro retaggio culturale

    in campania poi ci vorrebbero i corsi di etrusco,naturalmente

  • non è la stessa cosa. Li il greco viene o veniva parlato, in campania non c'è piu l'etrusco.

  • li in quei paesi del reggino,dove si parla appunto il grico....e sono d'accordissimo

    non nel resto della calabria o addirittura del meridione d'italia,come auspicava un commento di sotto

  • ma scusi mi ma Mani e in Peloponneso non Creta.

  • apo pou einai o presvitis otan den gnorise tourkous to xorio tou? da dove e questo ambassadore?

  • o ciuri tu ene an tin Ipiro ce i mana an tin Mani, (il padre è dell'Epiro e la madre da Mani)

  • It is touching..

  • Il programma scolastico di cui parla la signora dovrebbe essere esteso a tutta la scuola meridionale, anche grazie ai margini di autonomia didattica regionale: corsi di greco per riappropriarsi della cultura che ci ha originati.

  • bravo amico mio! questo dovresti dirlo a feika00!!

  • great work..!!!!

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