Added: 1 year ago
From: Mainikka
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All Comments (7)

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  • Bel montaggio, buona l'idea della pronuncia restituta. Ma ci sono troppi errori metrici e di accentazione, dalle mancate sinalefi del v.1 "Lesbi(a) atqu(e) amemus" al "basiòrum" finale (caso mai da pronunciare "bàsiòrum"), per non riportare tutti quelli interni. Quindi il mio consiglio è di studiarli un po' meglio prima di divulgarli e farli passare per endecasillabi faleci, soprattutto per questo carme, che amiamo un po' tutti. Letto così, non va bene :)

  • @orator89 grazie Orator per le osservazioni; ammetto di dare più importanza all'espressività che non alla rigida 'cadenza': questo potrebbe essere il motivo per cui l'intensità (che in realtà dovrebbe essere una durata...) su alcune sillabe risulta poco percepibile (non è questione di scarso 'studio'.. se ascolta meglio c'è un lieve stacco in ba.siòrum).

    per quanto riguarda la sinalefe, io la intendo e la pronuncio come fusione e non come elisione.

  • @Mainikka Grazie della risposta. L'espressività ha la sua importanza, ma le assicuro che la si può far emergere anche con la "corretta" cadenza, l'unica ammissibile. Sulle sinalefi, non è coerente la sua risposta, perchè non fa la stessa cosa quando recita esametri (vedi Inno a Venere), in cui spessissimo le applica regolarmente, mentre altre volte attua lo stesso procedimento fatto quì, che non è giustificabile, perchè produce uno iato che avrebbe inorridito il povero Catullo.

  • @orator89 amo ed esercito per professione la lettura espressiva e non sono un'esperta di metrica... se la scansione non è perfetta mi scuso.

    credo che Catullo avrebbe anche altri motivi di essere urtato dal nostro modo di pronunciare i suoi carmi, primo fra tutti proprio la cadenza accentuativa.

  • @orator89 Catullo sarebbe inorridito per come le sue, e di altri, vengono cantate nelle scuole italiane, proprio in Italia, la patria del latino. Ma io dico, almeno, se i professoroni dell'ecclesiastica e della tradizione (fallace) invalsa per supplire alle carenze di conoscenza della poesia quantititava, almeno stessero zitti ed ammettessero serenamente: noi facciamo come ci pare, sappiamo di sbagliare, quindi lasciamo eventualmente sbagliare anceh gli altri.

  • @Gabriele1979 Infatti mi trovo d'accordo con lei. Catullo inorridirebbe a sentire come le pronunciamo, per la pronuncia e l'accento, ma forse non sa leggere. Io ho detto e ripeto anche qui che apprezzo un sacco il tentativo della pronuncia restituta, che anche io cerco di fare, e anche della lettura quantitativa, per quanto sia quasi impossibile per noi, a mio parere. Ho solo evidenziato un'incoerenza nell'applicazione della sinalefe, per la quale lei si è difesa con "fusione", giustamente.

  • @orator89 che io sappia leggere è dimostrato dal fatto che ho letto l'intervento e scritto la risposta...questo per celiare, ora Lei, mi dica, se vuole, a soli 23 anni come ha acquisita sì tanta conoscenza di un argomento, come prosodia e metrica classica, abbastanza neglette, non si fa più nemmeno al liceo classico.

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