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From: debolpensiero
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  • Mi colpisce il fatto che Fusaro si sentì in dovere di rispondere puntualmente alle critiche del prof Garroni sul suo libro su Marx. Ci leggo un implicito riconoscimento dell'autorevolezza del Garroni nell'essere un profondo studioso di Marx e della dialettica. E mi si permetta aggiungere Dialettica rivoluzionaria la sola che possa oggi essere un argine allo strapotere del collassante capitalismo.

  • IO LO AMO!!!!!

  • Comunque sia, a priori, dovremmo essere contenti, anche se il libro fosse 'non utile' o 'niente di che', che in Italia, la patria del nulla e delle veline, si pubblicano libri su Marx, ed in generale sui filosofi, piuttosto che romanzi e libri "monnezza".

  • Tutto bene, sono per lo più d'accordo, mi definirei anche io marxiano e non marxista. L'unica cosa è: andiamoci piano con il definire il pragmatismo come la filosofia ultracapitalista. Peirce, che è stato il più grande pragmatista (o pragmaticista), era tutt'altro che un sostenitore della ideologia alla William Graham Sumner (è noto l'esempio dell'assedio alla fortezza o del gioco delle carte di Peirce).

  • il tuo testo fa cagare, diego, non sei un filosofo, e neanche un antropologo.

  • ahahah il prof Garroni si riferiva all'inutilità del libro di Fusaro e lui risponde citando Aristotele che la filosofia è inutile. Il prof voleva dire che il tuo libro, Diego, è inutile, da un punto di vista pratico; cosa c'entra l'inutilità della filosofia di cui parlava Aristotele? Il tuo libro è inutile nel panorama degli studi su Marx... Si pubblica qualcosa per proporre un nuovo punto di vista originale su qualcosa... non per giocare a fare il "filosofo"...

  • @shining82 ma a mio avviso, come sempre, in tutte le cose, c'è chi loda (senza pensare) e chi critica (tramite critiche di altri); il dato di fatto è che Diego è uno studioso assiduo di filosofia - attenzione questo è un dato 'oggettivo'. Poi, se i suoi risultati sono 'non altissimi', questo lo si può mettere in discussione. Il libro medesimo, di certo, non voleva essere uno stravolgimento di Marx, ma, di sicuro, un riportare alla luce alcune problematiche.

  • @shining82 L'hai detto come meglio non si sarebbe potuto. Diego Fusaro o l'anemia del pensiero.

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  • 1:Vorremmo forse negare la grandezza di Marx nel penetrare le logiche della sosietà capitalista? Qual è il vero che ricerca Marx? Non di certo il vero metafisico, ma la verità nel suo farsi storico.

    2:Ma ci siamo dimenticati di Focault e Nietzsche, o li rimuoviamo volutamente? La verità è sempre utile, nel senso che necessita di una presa di posizione ( un utile certo diverso da quello economico); è una valutazione e non già una spiegazione!

  • @sfrawegf ma questo 'nominare' filosofi, non porta a nulla: tutti i filosofi hanno ragione, tutti torto. Invece, il comprenderli, ed il criticarli, porta in luce molti aspetti. Di certo, il pensiero di Nietzsche non professa l'utilità del pensiero - figuriamoci se lui, che è sempre stato sospettoso degli utilitaristici, se ne uscisse in tal modo. Un conto è l’azione di valutazione, che può anche essere inconscia o estetica, un conto è quella di fine e scopo.

  • @WilliamLelian la verità non è mai slegata da un principio di valutazione...questo ci dice Nietzsche credo ( che cos'è l'ideale ascetico altrimenti?). Ciò intendevo per utilità. La verità non è mai disinteressata. Ecco citavo Nietzsche e Focault perchè sono portatori di una scolta filosofica nell'intendere la verità, quella indissociabile ai rapporti di potere-sapere che la costituiscono. La verità è un campo di battaglia, un regime...

    Utililitario e utile divergono leggermente nei significati..

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  • la cosa vera che bisogna chiarire, a mio avviso, è se la negazione riguarda il pensiero originario o una delle tante e divergenti interpretazioni che ne sono state fornite nel tempo (tenendo conto del fatto che, spesso, indicare con esattezza quale sia questo pensiero nella sua originalità è a sua volta un problema).

  • Naturalmente, Marx non era "marxista" allo stesso modo in cui Freud non era freudiano e Gesù non era cristiano. I suffissi si applicano ai seguaci, a quelli che vengono dopo: è una considerazione quasi ovvia.Ma una volta che un pensiero è apparso nella storia, le cose cambiano, e dichiararsi non-marxista da parte di chiunque non ha e non può avere lo stesso significato che questa espressione assume quando la si riferisce a Marx. Nei confronti delle grandi filosofie, la scelta è inevitabile:

  • Hegel sull' inutilità della filosofia:

    "Nelle tranquille regioni del pensiero che è giunto a se stesso, ed è soltanto in sé, tacciono gli interessi che muovono la vita dei popoli e degli individui. Quando noi ci collochiamo in una sensazione, in uno scopo, in un interesse, e in quello ci sentiamo limitati, non liberi, allora il luogo in cui togliendoci di là possiamo di nuovo ritrovarci liberi, è appunto questo luogo della certezza di sé, della pura astrazione, del pensiero" Scienza della Logica

  • un buon artificio intellettuale.

    2. la filosofia è per definizione scienza inutile, dice Fusaro. Ma Marx ha elaborato una teoria il cui scopo era l'emancipazione della classe operaia (obiettivo, a mio avviso, piuttosto utile, e decisamente concreto). Un obiettivo, direi io, POLITICO. E, come insegna proprio Aristotele, la politica è un sapere pratico (derivato dall'economica). Si ritorna dunque a Garroni: davvero serve a qualcosa una valutazione di Marx fuori dal contesto politico?

  • @lorcos85 Aristotele considerava la politica sì come un sapere finalizzato all'arricchimento dell' esperienza, ma la definizione di “uomo” come “animale parlante/pensante e politico”. Quindi si tratta di un'”utilità” sì, ma non in senso utilitaristico di “ottenere un vantaggio” ma per Aristotele di tratta di attualizzare caratteristiche appartenenti alla propria essenza.

  • @lorcos85 (2)Lo stesso è anche per Marx: il problema da risolvere non è solo eliminare lo sfruttamento ma è "diventare autocoscienti", rientrare dall'alienazione imposta, ricongiungersi con la propria umanità: è questo ricongiungimento che rende "necessaria" la rivoluzione, non l'adozione di un criterio utilitarista per la prassi...

    Quindi l'obiezione di Fusaro è per-fet-ta

    Saluti

  • Dov'è la risposta al professor Garroni?

    1. sul fatto che marx non fosse marxista, e che la costruzione del pensiero marxista sia successivo, è un dato arcinoto a tutti gli studiosi da decenni. Questo non toglie che non si possa far finta che non esistano 150 di storia dei movimenti marxisti e di storia del pensiero intellettuale marxista (cos'è, Hobsbawm è un ignorante a definirsi marxista?). Recuperare lo "spirito critico" che è in marx e tralasciare il resto è solo un.....

  • Fusaro non deviare da quello che dice Garroni il quale afferma che il tuo libro è inutile perchè di fatto non aggiunge nulla di nuovo a quanto è stato scritto in 150 di critica marxista. Essere uscito con l'idea che la filosofia è inutile nella sua sostanza è fuori luogo. Poi tutta questa pubblicità su youtube per il tuo libro francamente la trovo nauseabonda. Pure il video con Vattimo in macchina hai messo. A me pare che tu abbia di mira solo il successo. Altro che filosofia priva di servitù.

  • Ma 'sto qua tromba?

  • se intendete dire che la verità ha una sua utilità, allora vi do ragione. ma la priorità spetta comunque al vero e non all'utile.

  • Non fa una grinza

  • <Mi è parso abbastanza incomprensibile il collegamento immediato e repentino, anzi la completa identificazione che il prof. Fusaro opera tra il concetto di utile ed il sistema capitalistico. Sappiamo infatti che nella società capitalistica non è centrale lutile tout court, bensì ciò che è utile al profitto.

  • Dunque il concetto di utile non è di necessità prerogativa di un certo sistema.

    Ciò che è utile allumanità (come è ed è sempre stato il sapere e ancor di più il sapere filosofico) è spesso poco utile per il profitto, per la valorizzazione del capitale.

  • Credo sia necessario distinguere le diverse accezioni del termine, dato che quasi sempre, e ce lo testimoniano i fatti, ciò che è utile per il profitto, è inutile, dannoso, o letale per lumanità intera. Volevo solo sottolineare come spesso si ragioni per collegamenti automatici, dove un termine tira laltro. Mi ha infatti stupito la rapidità con cui il professore è passato dallutile, dunque utilitarismo, dunque utilità essenzialmente economica, do ut des, dunque società capitalistica.

  • Dunque linutilità è una forma di resistenza alla società capitalistica(??!!).

    Per ricollegarmi alla bella espressione della filosofia sciolta dal vincolo della servitù, direi che essa è profondamente vera, ma credo si debba intendere come lessere sciolta in premessa da obiettivi utilitaristici, con ciò salvando ed apprezzando profondamente quanto di utile il vero apporta al progresso dellumanità. >

    Pina Micucci, collettivo di formazione marxista Maurizio Franceschini

  • Non so , ma c'e' utile e utile,non credo che Garroni si riferisse all'utile compreso nel pensiero calcolante-forse Garroni intendeva superfluo dal suo punto di vista,non credo che la filosofia sia superflua-Galimberti sostiene che la filosofia nasce dal traumazein ma anche subito una valenza politica,come comportarsi nella poleis

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