Added: 3 years ago
From: pasquinoparla1
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  • Amarissimo l'epilogo

  • Bel video! E che bel sogno che è stato quel decennio! E quante belle cose concrete ha costruito! Ma guarda un po' gli ex sessantottini che sono al potere oggi: da tutte le parti, stanno smantellando tutto, mattone per mattone, idea per idea, uomo per uomo. Che schifo! 5*****! A te, non certo a loro!

  • Il '68 a volerlo vedere per quello che era realmente oltre le nebbie delle letture storiche insabbianti

  • Bellissimo il pezzo sull'uscire la sera, quando la vita è già finita, ha una ragione immensa!

  • davvero molto molto interessante, complimenti!

  • ....mentre nelle nostre menti già si studiavan strategie per la rituale battaglia di cuscini che ci aspettava di li a poco.

    il fulcro non era il padre, ma era il nonno.

    granitica figura austera ma confidente... quanto mi pungeva la sua irta barba quando mi teneva in braccio, ma da li, nell'incoscenza dell'infanzia vedevo il mondo dall'alto in basso.

    quell'uomo col gilè e la cipolla nel taschino...

  • So di essere fuori tema ma.

    Chi dallalto di una rispettabile età fa una panoramica sul passato, ricorda che negli anni sessanta i figli, salvo eccezioni, vivevano con i genitori fino a quando non si sposavano, non solo perché gli italiani non erano così ricchi da potersi permettere unabitazione a testa più le spese gestionali di una vita da single, ma anche per una consolidata solidarietà familiare cui malvolentieri si rinunciava,

  • grazie della tua retrospettiva degli anni che anch'io ho vissuto,

    ricordo le sere.. accovacciato accanto il camino, rapito dai racconoti del nonno. respirando l'odor della brace che, anch'essa rispettosa di quella sacralità scoppiettava con moderata discrezione..

    e di tanto in tanto il nonno Zepin sorbiva dal "ciapèl de lègn" il vino della sua vigna...

    e noi assaporavamo il sapor della trasgressione con una zolletta intinta nel fernet...

  • così che spesso gli sposi si accasavano con la famiglia di lui o di lei, principalmente per convenienza economica ma anche perché ciascuno si rendeva utile allaltro con vantaggio di tutti. I nonni raccontavano le favole ai nipotini che crescevano più sereni, i più grandi avevano nella Famiglia un importante punto di riferimento, la donna di casa, non ancora emancipata gestiva la comunità con orgogliosa oculatezza, col solo stipendio del capofamiglia.

  • Questo era lo status medio degli italiani prima che si vendessero lanima. Ma le cose stavano migliorando, era il periodo della ripresa economica, si guardava avanti con fiducioso ottimismo, navigando verso la società del benessere

  • Poi qualcosa cambiò. Si nasce e si muore soli, ma luomo vive ricercando la felicità. I sessantottini andavano a cercarla nelle piazze, occupavano le scuole facendo sesso tra i banchi, contestando lesistente e la Famiglia, rivedendondo quei valori portanti su cui si fondava la società, e il fenomeno, forse sollecitato dallesterno, acquistò dimensioni epidemiche

  • Da allora inizia la storia recente, l'eredità del sessantotto, la nostra attualità Nessuno racconta più le favole, i vecchi muoiono soli, i bambini vedono la mamma solo quando vanno a letto, i giovani brancolano alla ricerca di se stessi tra gli sballi e sognando un reality dove andarsi a realizzare, la donna, ottenuta la propria liberazione lavora per arrivare a fine mese, così dice.

    Allora dov'è il progresso? A tanto si doveva arrivare per una casa a testa e un'infelice vita da single ?

  • Bellissimo

    Grande Agosti

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