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From: Jokerfull
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All Comments (114)

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  • mi fa cagare..detto in parole povere

  • (1/3) Mah, un interpretazione così di un testo tanto "alto" e pregno di forza epica come il racconto di Ulisse non mi convince... non capisco cosa volesse ottenere. Una provocazione forse? Di certo non è stato al servizio del contenuto. Questa climax culminante sull'affondamento della nave di Ulisse, come se questo fosse il momento più importante del racconto, fa perdere un sacco di cose.Innanzitutto il tempo della storia, che è già così contratto nel racconto di Ulisse, si perde completamente.

  • (parte 2/3) Il racconto è fatto di scene: il ritorno di Ulisse in patria, la decisione di partire, la partenza, l'ultima esplorazione del Mediterraneo, il raggiungimento delle Colonne d'Ercole, il loro superamento e "l'orazion picciola al cammino", la navigazione nell'oceano e alla fine il naufragio. Tanti episodi che hanno una propria identità, un proprio "carattere patetico" ma che vengono compressi e resi indistinti dalla recitazione di Bene.

  • (parte 3/3) Non si legge il rimpianto, il dubbio di Ulisse, "ma sto facendo la cosa giusta?" oppure il "quella compagna picciola da la qual non fui diseto! (ah! se lo fossi stato! li ho condotti alla morte per la mia presunzione!)" Mancano totalmente la pausa, la riflessione, il tempo del lungo viaggio, gli interminabili giorni passati in mare a seguire la propra insoddisfazione, la presa di coscienza di Ulisse della propria finitudine...

    Mi è sembrato molto banale, se lo posso dire.

  • è la voce di Ulisse che esce dalla fiamma scrollata da vento.

  • BENIGNI DOVE SEIIIIIIIIIII?????

  • La parte iniziale non mi è piaciuta più di tanto,poi però quando descrive il naufragio sembra di essere sulla barca insieme ad Ulisse.

  • Naturalmente se non lo conosci ti turba, ma non sta fingendo recita davvero in questo modo.... questo è il canto in cui Dante incontra l'anima di Ulisse intrappolato in una fiamma, la velocità di recitazione e il tremolio non fanno pensare ad un corpo che brucia ?????

  • Ci prende per il culo sto coglione dimmerda

  • Perchè "Conoscenza"?

  • @olmaleo "Canoscenza", vero...

  • se recitassi così a una prova d'ammissione in qualche accademia, mi caccerebbero. Ne sono convinto.

  • Qualcosa mi dice che se Dante Alighieri avesse sentito "declamare" il XXVI° canto dell'inferno della sua Commedia da Carmelo Bene, probabilmente avrebbe pensato ad un indemoniato; e non avrebbe apprezzato. Naturalmente è una mia opinione.

  • @dino1968100,il bello è che gli stai facendo un complimento

  • una lettura disastrosa; Carmelo Bene e' un vero dissacratore della lingua italiana e un pessimo interprete di tutta la migliore poesia italiana

  • Altafini leggerebbe meglio.. A volte era bravissimo, geniale.. ma qui modula un po' a casaccio e usa tre o quattro espedientucci da attore di provincia.. Devo dire che le letture di dante per lo più non mi piacciono: né Gassmann, né Benigni, né Albertazzi..

  • Comment removed

  • cosi la leggerebbe anche Altafini

  • Ti amo!

  • Maestro!!!

  • Capisco la lettura veloce nel momento in cui la nave sta affondando... Ma nel resto del canto non e piacevple come lettura...

  • Ma cos'é??????? la telacronaca di una partita di calcio?????

    Carmelo, sembri Bruno Pizzul.

    Ma dai...........

  • La modulazione vocale di Bene rende possibile all'ascoltatore di visualizzare l'incredibile accelerazione impressa dai versi di Dante al movimento -quasi extradimensionale ed extratemporale,come se fosse risucchiata da e precipitasse in un black hole- della nave di Ulisse: fino al vorticare nel gorgo che immediatamente precede l'inabissamento e l'annientamento finale,l'impennarsi della poppa nell'acuto della voce. Nessun altro,attore o meno,ha mai letto Dante come Bene.

  • A volte mi chiedo, come Dante Alighieri avrebbe voluto che fosse declamata la sua commedia. Probabilmente, non lo sapremo mai.

    Carmelo Bene, a modo suo, è stato anche molto bravo, Su questo non c'è dubbio.

    Ma mi viene da pensare che se Dante Alighieri avesse visto questa sua Performance, avrebbe pensato a un ossesso.

  • secondo me esagera un pò......

  • pagare il canone a quei tempi,FORSE era una cosa sacrosanta..

  • ma dov'è finita questa televisione?

  • è uno svarione!

  • "MI APPARVE UNA MONTAGNA BRUUNAAA PER LA DISTANZAAA.." ma che roba è?

    Mah, se leggere velocemente e alzare il tono della voce in punti completamente casuali vuol dire fare una bella lettura...

  • @shinzante2 è sperimentazione

  • @hyakki13 Ah capisco.. anche recitare l'odissea in growl saltando su una swiss ball sarebbe sperimentazione, per carità! :D

  • @shinzante2 Quello che vedi è il risultato di una ricerca sulla voce, sull'indipendenza del teatro dalla letteratura, è un po' lungo come discorso...prima di studiarlo la mia reazione sarebbe stata la stessa, però poi capisci cosa vuole dire. Certo, difficilmente potresti passare una serata a vederlo senza strapparti le palle a morsi se non hai le basi e l'interesse per questo teatro. Però quello che fa lui è impossibile per la maggior parte degli attori e assolutamente non casuale. :)

  • @hyakki13 Ahh ok così la cosa inizia ad avere un senso allora! E' che tra i commenti viene paragonato a gassman e benigni, con cui questo tipo di recitazione non ha molto a che fare..

  • @shinzante2 Sicuramente è molto di più di Benigni (e io Benigni lo adoro), è stato un grande innovatore, attore e pensatore del nostro secolo. Oltretutto lui stesso ha sempre detto che non recita, nel senso di re-citare, di citare qualcosa, e già da questo si capisce il suo lavoro.

  • @hyakki13 Attento a non prendere alla lettera e ad interpretare nella maniera dovuta le "provocazioni" Beniane : Carmelo Bene RECITAVA bene come ogni vero grande attore, a differenza dei mediocri che dicono (citano) semplicemete le parolette e quindi recitano male. Carmelo Bene era un ATTORE (e, anche qui, per dissimilarsi, si definiva "macchina attorale") e cosa deve fare un ATTORE? RECITARE. Esattamente come un pittore dipinge, un musicista compone musica, anche se nessuno può impedir loro

  • @hyakki13 di divertirsi alle spalle di chi ci casca sostenendo che non dipinge o non compone musica. Benigni? Ma che, scherziamo???? Eccolo quello che non recita (perché non sa nemmeno da che parte cominciare: è soltanto un cabarettista che giusto una cultura degradata può autorizzare ad invadere campi che non gli competono per turlupinare le masse ignoranti (dunque doppiamente incompetenti) che lo appaludono incoscienti. Bene è, al contrario, come altri GRANDI

  • @alleviso2 concordo pienamente.

  • @hyakki13 (Ruggeri, Ricci, Benassi, Randone, Gassman, giusto per citare degli IMMENSI GENI, ciascuno con la propria differente personalità e creatività) uno dei GRANDI che resteranno nella STORIA e nella conoscenza dell'élite competente di arte; Benigni non sopravviverà alla cronaca "popolare", come ogni mediocre.

  • @shinzante2 Il lavoro che c'è dietro la "macchina attoriale" beniana è qualcosa a cui nessun Benigni, con tutto il rispetto può arrivare. Il sapere teatrale filosofico e psicoanalitico che c'è dietro a Carmelo Bene (Antonin Artaud,Derrida, Deleuze, Sini, Lacan...), è qualcosa di immenso.

  • @shinzante2 Perché Gassman e Benigni sono paragonabili tra loro?? Benigni recita?? E' recitare quella sua miserevole elencazione di versi quasi siano elenco della spesa? Benigni non ha NULLA a che vedere con GENI ASSOLUTI quali Vittorio Gassman e Carmelo Bene i quali peraltro, in quanto geni non sono minimamente peragonabili tra loro perché ogni genio è UNICO. Poi ci sono i gusti personali, ma le valutazioni derivanti da questi non incidono minimamente sul VALORE.

  • @shinzante2 C'è chi preferisce Bene e chi (come me) preferisce Gassman, ma, ripeto: ci troviamo pur sempre nell'Olimpo.

  • @altoteatro1 Gassman la distorsione del significante attuata da Bene se la sogna.

  • Comment removed

  • @TuNonSeiSpeciale Bravo, l'hai detto: la DISTORSIONE, e stai pur tranquillo che questo tipo di incubo Gassman non lo aveva di certo. Lui si che sapeva come evidenziare i Significanti senza distorcerli! E questo senza nulla togliere  a C. B., che come ho già detto, resta, al pari di Gassman, un genio.

  • @TuNonSeiSpeciale Cos'è la "distorsione del significante"?! Se recitare a casaccio senza la più minima corrispondenza dell'intonazione e della ritmica con il contenuto è "distorsione del significante" e quindi un pregio, allora scommetto di saperla interpretare meglio io!

  • @matteolegna Per delucidazioni sulla distorsione teoretica del significante cerca qualcosa del filosofo Andrea Pesce a riguardo. Per il resto la disamina che fai dell'interpretazione di Bene mi sembra piuttosto superficiale. Non lo dico per offendere: semplicemente mi sembrano giudizi affrettati e poco ponderati.

  • Comment removed

  • Comment removed

  • 1:12 se non è musica questa!

  • grande, grande, grande. Comunque non penso che un artista dovrebbe mettersi "al servizio" della poesia, altrimenti abiurerebbe al proprio ruolo di artista a favore di una visione monumentale, statica e tutto sommato infruttuosa dei grandi poeti che furono, e basterebbe che ognuno se li leggesse per conto proprio come scrittori di marcette militari. La capacità di innovare la lettura dei classici è una grande opportunità. 

  • non mi piace, troppo nervoso, non riesco a godermelo

  • è pazzo?

  • Sinceramente preferisco l'interpretazione di Gassman. . .

  • Ti amo

  • gazzettieri!

  • Nessuno mai più come lui ...

  • @LaSignoradelLago73 io tuttele volte che lo ascolto mi emoziono e suggestiono in mniera inimmaginabile. UNICO.

  • Grazie Carmelo Bene, perchè ci hai insegnato cosa vuol dire Teatro.

    Benigni, beccate 'sta pernacchia prrrr

  • Il problema di fondo è cosa si vuole ottenere con l'atto artistico che si pone in essere. Quella di Benigni non la considero nemmeno un performance artistica, quanto piuttosto una volgarizzazione edulcorata del pathos dantesco. Gassman era e rimane un grandissimo lector dantis, ma appunto, leggeva. Interpretava e "attuava" Dante. Qui è Dante che legge Carmelo Bene, è Dante che interpreta l'ansia, l'afflato vitale indomabile e selvaggio, semi-divino di Bene. Così si crea.

  • non potevi spiegarlo meglio...

  • Il tuo commento, irrazionale, mi piace molto. :)

  • feraro23, questo concetto dell'essere visitati ricorre spesso nei lavori di Bene. Un po' troppo spesso, secondo il mio modesto parere. Nel caso specifico, sarebbe stato più interessante vedere Dante visitato da Bene, e non il contrario. Bene ha fatto alcune cose strepitose, ma spogliare dei versi sublimi di tutto il loro significato solo per dar voce all'io (enorme, checché se ne dica) di un singolo interprete, mi pare un gran peccato e una buona occasione persa.

  • E' vero, ricorre spesso. Penso però che sia la sua cifra artistica e che CB non avrebbe, anche per ragioni filosofico-esistenziali, mai potuto fare altrimenti. Ci si può chiedere se sia giusto osare l'"essere visitati" anche con Dante, ma non credo sia possibile immaginare un Bene che interpreta Dante, senza un risultato mediocre. Per quanto mi riguarda, lo vedo come un semplice happening, e non una lectura dantis vera e propria. Tra l'altro se il dissacrante è così alto, ben venga.

  • secondo me è un delitto stravolgere la metrica, nessun artista si dovrebbe permettere di utilizzare la Comedìa come strumento, ma solo mettersene al servizio

  • semplicemente grandioso......null'altro

  • Nulla osta si preferisca uno all'altro, a patto si conservi consapevolezza che il non scelto resta comunque e sempre un artista. Restano infine le valutazioni creativo e tecniche, e qui le "intuizioni" non hanno il minimo agio. E non mi ripeto, le ho già espresse.

  • Poi restano le valutazioni riguardanti la creatività e la tecnica del singolo artista, ma anche qui, per farne di corrette, occorre svincolarsi dal fanatismo ed essere ancora una volta "qualificato".

    Per cui ribadisco: gassman e bene sono stati due grandi artisti di segno (estetico) differente.

  • ed è ovvio come chi propenda, per sensibilità individuale, per la via poniamo "apollinea" , mal si concilierà con la via "dionisiaca", ma deve conservare consapevolezza dell'eguale valore dei portatori delle due vie distinte, altrimenti dimostra d'essere solo un ignorante ("specializzato" o meno ha scarso rilievo).

  • e, in quanto tali, abilitati non certo a giudicare l'arte quanto a riconoscerla, e, a condannare legittimamente come non arte tutto ciò che scimmiotta l'arte stessa per appagare il gusto ordinario delle masse (la "popolarità"), mai commetterà l'errore di subordinare un Assoluto (arte e artista) al personale gusto. Le vie per raggiungere l'Assoluto artistico sono variegate (ma conservano tutte sostanziali caratteristiche in assenza delle quali l'arte non c'è)

  • E chi è in grado di apprezzare l'arte (pochi, sia chiaro, non certo le masse) sa bene come essa non possa minimamente essere giudicata dall'umano che al più può soltanto prendere atto della stessa. ma per fare ciò occorre essere QUALIFICATI,

  • Viene veramente da ridere nel leggere che un "musicista" definisce "scolastico" gassman e "artistico" carmelo bene: gassman è quanto di più lontano esista dallo "scolastico" e quanto di più musicale e interpretativamente sommo si possa concepire. Questa è L'ARTE.

    Carmelo bene, musicalmente parlando, è di una monotonia e di una monoritmia snervanti; artista anche lui, certo, ma nell'interpretare sempre e soltanto un solo ruolo: carmelo bene.

  • Bene si lascia davvero possedere dalle parole, entra nell'opera e la fa sua...e il finale...brividi.

  • Io direi che l'Italia dell'ultimo cinquantennio non può vantarsi di un numero di artisti ampio e rassicurante. Per cui dovremmo tenerceli stretti quei pochi che ci son stati o ci sono tuttora, senza essere costretti, per innalzarne uno, a deprecare i rimanenti. Detto questo: il Dante di Bene rimane per me insuperato.

  • io vivo come bruto

  • tu SEI un bruto ...e sei pure brutto di sicuro

  • grazie caro amico blogger fabriou

    si sono un bruto lo riconosco

    per quanto riguarda la mia bruttezza ti poso solo rammentare

    che la bellezza è negli occhi di chi guarda

    o per dirla come ladirebbe kirkegaard

    una realtà è tale solo quando appare tale all'osservatore

    tanti saluti XMxOxRxSX

  • stupenda la parte finale, ma il resto dei versi cantati proprio nn mi è piaciuto..trovo sembrasse una cantilena..!

  • Accidenti,comunistaccio,becero­...Benigni...e poi tutti ignoranti ,voglio dire...quelli a cui non piace l'interpretazione di Bene...che paroloni caro fabriou...ma hai mai sentito parlare di gusti diversi,di democrazia,di tolleranza,etc etc..personalmente a me diverte ed affascina sempre carmelo bene,eprò riesco a capire a chi non piace..,per'altro lui non aveva mezze misure...o lo si ama o lo si odia...

  • Non entro in commenti tecnici o filosofici. Mi limiterò a dire che in questo passaggio io vedo del genio. Attraverso le parole di Carmelo io VEDO la nave di Ulisse ingoiata dal mare. E questo mi basta.

  • Così, per amor di precisione, per descrivere la sua estetica mi sono espresso in quel modo. Tutto qui.

  • vabè la mia era una provocazione comunque...se devo essere sincero questa interpretazione di Bene mi piace moltissimo,ma sul piano concettuale non condivido il tuo commento (ma so che è ciò che pensava CB) su significante/significato, che mi pare sì suggestivo ma intrinsecamente contrraddittorio

  • Il significato è per sua definizione statico, il significante dinamico, il significante lo è se è in mutazione o in comunicazione, altrimenti diventa statico.

    Tuttavia, se si nega il vero come concetto assoluto, si deve negare anche la possibilità di un significato univoco e costante, esso infatti non può prescindere dal fruitore del significato che nel mentre lo apprende diventa lui stesso, con il significato, significante.

  • Per questo anch'io non sono in tutto d'accordo con le tesi di Carmelo Bene, infatti se può esistere una macchina attoriale può esistere anche una macchina spettatoriale.

    Tu dici:

    "L'arte del significato è arte morta in partenza. "

    io non credo, o almeno è la morte per l'artista, che ha paura di andare oltre: oltre la dissolvenza, ma non necessariamente per chi è chiamato a "leggere" l'arte.

    In fondo chi fa veramente l'arte, l'attore o lo spettatore?

  • suvvia non diciamo stupidate "democratiche\demagogiche"...L­' arte non la fa l'attore, nè tanto meno lo spettatore....Arte esiste di per sè, e' nata prima del suo autore e non muore ....cosa centra il pubblico pagante o peggio ancora il pubblico di youtube con il Produrre arte...ma per favore!!!!

  • Ripeto:io parlo come 'magno'. Non mi definirei un 'ultras' di Bene né credo di esprimere concetti altrui acriticamente. Queste sono tue supposizioni.Applicare le idee esposte alla musica è quello che mi interessa e, puoi anche non credermi, so quello che dico, per molto lavoro e studio alle spalle.Sembra presunzione il tono? Se dovessi parlare di armonia, non potrei evitare il sistema tonale, qualsiasi altra espressione ridurrebbe il concetto

  • Io parlo come mangio! Tu, piuttosto studia un po' il divino Carmelo...ti prego forse impareresti a scrivere meglio il tuo nick proprio perché in lui c'era tanto Nietzsche...se dovessi pensare a come mangi, da come scrivi...si salvi chi può!

  • Premesso che a me CB piace molto (non tutto ma molte cose), e che non è detto che non è detto che io avessi voluto scegliere proprio il nome del filosofo tedesco, ciò che mi indispone degli "ultras" di Bene è questa presunzione di saperne più degli altri e potere spiegare tutto, mentre spesso non fate altro che ripetere acriticamente frasi fatte o (re)citare concetti, o non-concetti,più volte espressi dallo stesso CB.....

  • Di Poesia non so.Tuttavia e' una vita intera che mi dedico alla Musica (antica,barocca,classica,roman­tica,post-mahleriana).Penso quindi,conoscendo una delle facce di ARTE-perche' ARTE e' UNA,con diverse facce-posso arrogarmi la capacita' di INTUIRE cio' che e' SCOLASTICO e cio' che e',invece, ARTISTICO, respingendo ovviamente il primo e amando il secondo.A questa stregua posso dire che il Dante letto ad esempio da GASSMAN non mi da' nulla;il Dante "cantato" da BENE mi da TUTTO.

  • Grande Carmelo! La povertà della parola trasformata in ricchezza di significanti grazie alla phoné; allo studio estenuato (-nte)per risultare al di là dell'attorialità, al di là di Dante stesso in vista di una comunicazione da interno a interno. Più che la parola ecco allora la risonanza,l'Eco quale estremo addio al significato. Un significato è solo la riduzione del significante, una costrizione necessaria ma non lo scopo dell'arte. L'arte del significato è arte morta in partenza.

  • ....ma parla come magni, 'che manco te sai che stai a di!!!

  • Che forza...

    Ogni parola qui è un fendente, affilato dalla e nella voce di Carmelo bene.

    Unico.

  • una lettura non deve essere per forza "la" lettura, ogni artista può dare la propria interpretazione e credo che questa di B sia davvero emozionante

  • a mio modesto avviso tra l'interpretazione di bene e quella di benigni non c'è paragone a favore di cb: benigni è un artista geniale e anche un uomo di grande cultura, ma secondo me non ha pari doti attoriali

  • ...e tu giri per la strada indisturbato?

  • hai totalmente ragione vez!

  • ma cosa stai dicendo? sarai tu che non capisci!!!!

  • Morte a benigni, simbolo della noncultura

  • c'è una magnifica animazione a colori di manfredo manfredi su questo canto...sarebbe splendido se qualcuno riuscisse a metterla in rete..

  • ciao benigni...

  • @claude8855 ahahah!! Geniale... Si, caro Benigni, devi così pedalare...

  • bene bene

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