Added: 3 years ago
From: kripax2003
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  • "Io è un altro." A.Rimbaud

  • altri tempi in cui su mtv c'era carmelo bene...

  • In fondo in che consiste la forza dell'atteggiamento omertoso? nel differire il pensiero giustificatore ufficializzato, dall'azione che ha tutt'altre mire. Quindi la forza dell'omertà è nell'incoerenza, che attiene all'uomo più di qualsiasi altra intuizione ... Il sommo Bene ci sta indicando che si può utilizzare la stessa potente energia dell'incoerenza per fini giusti. Quindi impossessarsi dell'ago della bilancia, per far prevalere il bene sul male. mau

  • odio i commenti a cb.. compreso questo

  • Comment removed

  • Gnomo idiota e semi-alfabetizzato smettila di riempir i video di Bene di postille. E sopratutto affonda i tuoi "LOL" nel vuoto buddico del tuo ano.

  • Comment removed

  • @ElgabalAton si dice buddhico

  • Nei mistici c'è lo smarrimento cioè l'estasi è un genio...

  • Il sè è paragonabile a una lampadina : essa potrà cambiare colore e tonalità della luce, ma la lampadina sarà sempre la stessa e noi siamo la lampadina - la base

  • l'identità è una forma di disciplina

  • son certo di non essere...beato un cazzo!

  • "E io non voglio più essere io" Grandissimo!!

  • NO era Arcesilao se non sbaglio..."Io non so neanche di non sapere"...

  • Dunque la nostra reale identità è statica,è sempre se stessa(è l'unico motivo per cui nel corso di tutta l'esistenza possiamo sempre autoriconoscerci...Perchè appunto a riconoscersi è una componente immutabile e fissa.Solo la mente(che è la componente che individualizza l'unica Coscienza fenomenica dell'universo) crede di essere un'identità personale ,e solo tale identità immaginata è dinamica

  • Invece si,ognuno di noi è sempre se stesso,l'identità coincide con la coscienza fenomenica

  • non si è mai se stessi...

  • Penso che bisogni definire innanzitutto che si intende con identità. Perchè in senso assoluto,il nostro essere è la nostra identità,e la nostra reale identità è la coscienza fenomenica

  • la nostra identità ovvero ciò che crediamo di essere è sempre in divenire...

  • Si ,ma ciò che ti permette di essere cosciente di tutto,ed anche della tua identità diveniente è la tua consapevolezza fenomenica..Senza essa noi non esisterebbe nulla,nè tanto meno un'identità.Per questo credo che la nostra vera essenza-identità sia tale facoltà, la coscienza,e che questa sia immutabile e fissa dall'inizio alla fine(ammesso che abbia mai avuto inizio e fine)

  • La nostra identità è la nostra coscienza fenomenica base (quella che si ha da neonati,o almeno da neonati..In quanto la Coscienza fenomenica scaturirebbe da un piano di realtà al di fuori dello spazio e del tempo,e dunque sarebbe eterna) .Adesso se Benjamin e company sono arrivati o meno alle stesse considerazioni non mi interessa, chi non riesce a capire il perchè stiano così le cose si arrangiasse. Discuto solo con chi è umile,e non con chi risulta chiuso nelle sue conoscenze dogmatiche

  • ottima risposta... anche se si potrebbe affermare che noi comunque siamo eterni. La nascita e la morte sono convenzioni... si potrebbe dire che si "nasce e si muore" in eterno... nell'eterno ritorno degli eventi. L'unica libertà che abbiamo è l'agire nell'attimo da "incoscienti" il passato e il futuro già sono accaduti e dovranno accadere di nuovo tali e quali.

  • Si,infatti noi siamo eterni. interessante l'eterno ritorno.Secondo te noi riviviamo la stessa esistenza infinite volte?

  • Questa concezione prevede la nozione di perfezione dell'esistenza. Tutto è perfetto in quanto non ripetibile altrimenti. Si nasce ed è vero, si muore ed è vero in base all'esperienza sensoriale che compiamo in quanto fenomeni, ma è accettabile anche la concezione che nel ripetersi dell'esistenza perfetta, si "tornerà" a nascere e a morire in eterno tali e quali come tutto il resto. L'essere è... e non può non essere.

  • Un esistenza che dalla concezione beniana è una sorta di non-esistenza ovvero un continuo divenire dell'essere e variazione continua. Essere presenti in un tempo che in realtà.... è un non-tempo in quanto eterno ripetersi degli eventi.

  • approvo...

  • certo fidelio...siamo nell'eterno ritorno!

    poi ognuno la pensa come vuole giustamente..io non voglio fare polemiche

    ciao

  • XGab144000: si... ma tu capisci che è necessario prendere questo pensiero filosoficamente ovvero non come verità assoluta, ma come concetto logicamente accettabile. Non abbiamo espserienza pre o dopo morte, quindi non ci resta che attenerci a ciò che viviamo in quanto fenomeni e poi poter fare considerazioni in base a ciò che viviamo nell'agire come ad esempio l'eterno ritorno o lo studio sul lingiaggio sui significanti e i significati.

  • infatti non parlo di verità assoluta..parlo anzi che è sempre meglio avere molti dubbi, su cosa conosciamo o crediamo di conoscere e su cosa siamo o crediamo di essere..

  • certo questo è vero... è il discorso che si fa sulla volontà di essere...

  • Regalatela l'identità! cb docet

  • ... ti rispondo alla domanda sull'eterno ritorno. Ovviamente non la ritengo una verità assoluta, ma logicamente accettabile data la concezione del tempo e di eternità degli stoici. Un tempo che tiene conto di un presente passato e futuro in senso circolare dunque in senso convenzionale, nel "cerchio" del tempo non si può parlare di presente passato e futuro in senso lineare. Quindi ciò che conta è l'attimo, un'attimo sfuggevole non comprensibile ma intuibile attraverso la ragione.

  • mi sembra accettabile come conclusione anche se non vi è spazio per la libertà come la intendiamo. Che ne pensi? Una libertà che alla fine non è altro che agire nell'immediato, nell'attimo, nell'immediato svanire dell'atto ed ecco la sua genialità del suo modo di far teatro. Un teatro che non è imparare a memoria ma leggere sulla scena testi che vivono sul palco dalla sua interpretazione nell'atto, nell'agire immediato. Vita e Teatro sono per lui sinonimi.

  • non sarei umile?..sei te che ti definisci filosofo... a 20 anni...comunque.

    Prima di tutto la nostra identità inizia a formarsi già prima di nascere, cioè di venire al mondo, come si suol dire..

    Secondo, io ho sempre saputo che sono le cose, e le parole che vengono a conoscerci , che ci attraversano...quindi noi non siamo coscienti di niente...paradossalmente.

    questo solo si può dire ciò che non siamo e ciò che non vogliamo (nietzsche,montale e company come dici tu)

  • son non son sempre qua.

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