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Giancarlo Siani, per amore di verità [qualità alta] SandroDiD... - 601 views - 3 months ago
Tutti i diritti concessi purché utilizzati per opera di divulgazione.
Il servizio è stato premiato nella sezione video-giornalismo del concorso "Una storia ancora da raccontare" al terzo Festival Internazionale del Giornalismo, il 5 aprile del 2009.

La versione originale dello script o story-board del filmato, per non udenti e studiosi di giornalismo:
http://tinyurl.com/SianiScript

Il sito web dedicato alla memoria di Giancarlo Siani:
http://www.giancarlosiani.it/

Ciao, Giancarlo!
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XIV Giornata della memoria e dell'impegno per le vittime delle mafie SandroDiD... - 186 views - 3 months ago
Tutti i diritti riservati.

21 marzo, il corteo e la manifestazione in ricordo delle vittime di tutte le mafie a Napoli.
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Giancarlo Siani, per amore di verità [qualità bassa] SandroDiD... - 521 views - 4 months ago
Tutti i diritti concessi purché utilizzati per opera di divulgazione.
Il servizio è stato premiato nella sezione video-giornalismo del concorso "Una storia ancora da raccontare" al terzo Festival Internazionale del Giornalismo, il 5 aprile del 2009.

Qualità alta:
http://www.youtube.com/watch?v =fBzGTRtm6Ms
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ParchReggia SandroDiD... - 142 views - 5 months ago
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Pubblicato dal CorMezzo qui:
http://tinyurl.com/ParchReggia

La reggia di portici voluta da Carlo di Borbone, la facciata meridionale restaurata dalla provincia nel disegno originale di metà settecento. Sede dal 1935 della facoltà di agraria della Federico II. Palazzo reale considerato patrimonio architettonico rilevante da provincia e soprintendenza.
Cosa non quadra?
Forse lagricoltura spontanea che ha invaso parte degli edifici della facoltà. I pilastri mancanti e danneggiati dal tempo come i pesanti vasi rotti e inclinati affacciati sul vuoto.
Forse labbandono di una rara Coffe House settecentesca, punto di ritrovo dei nobili nei giardini, oggi con gli esterni decorati da pennarelli. Oppure le statue in condizione di abbandono le cui imbragature di protezione, strappate dal vento e il maltempo fanno leffetto di mummie monumentali. Tra muri crepati e tubature. O forse i busti ornamentali delle terrazze, ingrigiti dallincuria e dallo smog. Sì, lo smog. Perché quello che fa più effetto vedere in un palazzo reale di tale imponenza e importanza è la riduzione a dissennato parcheggio libero e senza controllo come ci confermano gli studenti e la mancanza di contrassegno sulle auto,.. allinterno contando i ripetuti segnali di andare adagio, allesterno con tanto di parcheggiatore abusivo di quello che così sembra più grosso parcheggio che reggia.

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A scuola di Rock e di Jazz SandroDiD... - 227 views - 5 months ago
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Dopo il successo della prima edizione lo scorso anno alla Fnac di Napoli, torna la Scuola di Rock presieduta da Carmine Aymone e Michelangelo Iossa, scrittori e critici musicali. E questa volta la scuola raddoppia aprendosi anche al Jazz, in collaborazione con lIstituto per lo sviluppo culturale ed artistico che organizza ogni anno il Nick La Rocca Jazz Festival. I saloni della settecentesca villa Bruno di San Giorgio a Cremano saranno la cornice dei due cicli di lezioni, otto per il rock e otto per il jazz che si terranno da marzo ad aprile, al costo di 10 euro a lezione tutti i martedì e i venerdì dalle 18.

Sdd
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Nella Giungla Comunale di Napoli SandroDiD... - 172 views - 5 months ago
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Pubblicato dal CorMezzo, qui:
http://tinyurl.com/LaGiunglaCo munale

I napoletani non ci vedono niente di male, perché non la frequentano. L'hanno abbandonata da tempo come ha fatto il gusto per il decoro e la cura del verde pubblico. Eppure è uno spazio del vivere comune della città, dalla nobile storia. Borbonica. Angoli e monumenti unici, l'Aquarium, la vecchia sede del Circolo della stampa, la cassa armonica. Napoli in questo assomiglia alla sua villa comunale, è una nobile decaduta. Dove la rivoluzione democratica si è rivoltata contro il popolo e l'ha gettato nello sconforto. Il 1799 come il 1999, quando la villa Comunale fu restituita dopo anni di abbandono ai napoletani, dono nella circostanza, dell'amministrazione Bassolino, simbolo del nuovo corso politico per la rinascita della città.

A dieci anni di distanza invece, la villa Comunale cantata a suo modo anche da Tony Tammaro è una specie di cimitero dei sogni. L'ingresso che con il suo disegno sinuoso e moderno tanto fece discutere all'epoca della ristrutturazione, fa da anticamera al bagno, una giungla di grossi alberi e piante che nella prima aiuola a destra crea un naturale muro agli sguardi indiscreti, e permette la soddisfazione dei propri bisogni. Anche se il verde è fallibile e talvolta le sagome di più uomini insieme si distinguono tra i fusti e il fogliame con effetto discutibile. Nel viavai distratto di ragazzini a gruppi nutriti, in fuga dai banchi di scuola, uomini e donne, con quattrozampe al guinzaglio e bastone da riporto tra le mani, qualche madre e tata straniera, con passeggino dordinanza e bionde badanti dell'Est con vissuto amante italiano al fianco.

Dovrebbe essere un chilometro di passeggiata immerso nel verde di un parco monumentale settecentesco e diventa una galleria degli orrori. Le statue neoclassiche vandalizzate da pennarelli esuberanti per frasi stupide copiate dai libri di Moccia o peggio ridicolizzate da ombrelli, bandane e chi più fantasia ha, tanta più ne metta, mentre le aiuole intorno proliferano di fogliame sparso o raccolto alla buona e poi lasciato marcire. Senza parlare di escrementi a montagne degli animali da compagnia e dei segnali di attenzione a «non calpestare le aiuole» infranti dagli stessi inibitori, abbattuti per il maltempo e mai raccolti, distesi tra le erbacce e la fanghiglia di erba tosata male o rovinata da un insistito passaggio.

La spazzatura intanto fa bella mostra di sé tutto intorno. Nei massicci cestini in ferro coricati sui sentieri, in quelli scoperchiati che con la pioggia diventano fusti dacqua stagnante, nei sacchi neri di pattume a guardia dei cesti sopravvissuti alla fucilazione del vento e rimasti ancora allimpiedi, quasi eroici. Non è il posto migliore dove trovare pace, verde e serenità come desiderava fosse per la sua corte Ferdinando IV di Borbone quando nel bel mezzo del golfo e poco prima della collina di Posillipo ne immaginò le fattezze. È il ritrovo di sparuti nullafacenti, tra nullafacenti addetti alla manutenzione di un simbolo centenario della città di Napoli.

Sdd
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Strade sicure con la fanfara di Rocky SandroDiD... - 4,558 views - 5 months ago
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Passaggio di consegne al secondo comando delle Forze di Difesa (Fod), il più importante presidio dellesercito nel Sud Italia. 20 mila elementi, di cui almeno un migliaio sono militari donne. È il comando che ha proceduto alle operazioni di disinnesco dellordigno bellico ritrovato a Salerno, risalente alla seconda guerra mondiale, durante il settembre dellanno scorso. Il secondo comando Fod, impegnato a Napoli prima nelloperazione «Strade pulite», per fronteggiare lemergenza rifiuti, poi nelloperazione «Strade sicure», per rispondere con il presidio costante del territorio a quella criminale nel capoluogo campano, è attivo anche allestero: Balcani, Libano, ma anche Afghanistan, con loperazione «Enduring freedom» («Libertà duratura», nda).
Alla presenza del comandante in carica, il generale di Corpo darmata Francesco Tarricone, è stato questa mattina il generale Vincenzo Lops, già al comando del contingente italiano a Nassirya, in Iraq, a sancire lavvicendamento annunciato a capo del reparto Comando e supporti tattici «Acqui». Cerimonia anticonvenzionale svolta in un piazzale gremito di mezzi e allestito per loccasione con un nutrito palco autorità. Così mentre al di là del muro di cinta, a Portici, alcuni uomini del Fod conducevano unoperazione antidroga di concerto con la polizia, il tenente colonnello Andrea Pota è succeduto al tenente colonnello dei bersaglieri Vincenzo Lauro, salutato da una fanfara piuttosto insolita: «Gonna fly now» di Bill Conti, il sontuoso tema musicale reso celebre da un film culto, Rocky.
Alla fine è risultato di 50 abitazioni perquisite, una pistola, alcune cartucce calibro 7,65, due bilancini utilizzati per il taglio e la distribuzione di stupefacenti, il bilancio delloperazione eseguita nella zona di via Dalbono con lausilio di un supporto logistico aereo. Liniziativa di polizia e militari non ha portato tuttavia ad alcun arresto. La pistola e lattrezzatura utilizzata per il taglio della droga sono state rinvenute, infatti, in unarea condominiale. Proprio come accaduto nel corso di unaltra operazione effettuata la scorsa settimana a palazzo Mascabruno. Un tempo parte integrante della splendida Reggia di Portici e oggi parzialmente occupato da pregiudicati e affiliati ai clan. Era il 15 gennaio e allora furono trovate, nascoste negli spazi comuni del palazzo, cinque pistole, alcuni grammi di cocaina e cinque chilogrammi di hashish, già divisi in 22 mila dosi pronte per la vendita. Ma niente di riconducibile a singoli.

Sdd
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Torre del Greco, pesca al razzo SandroDiD... - 1,057 views - 5 months ago
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Appoggiato come se nulla fosse allingresso della capitaneria di Porto di Torre del Greco, con una folla di curiosi intenti a esaminarlo e azzardare ipotesi. «Alcuni ci giocavano come si fa con un pallone» racconta chi cera. Così è stato ritrovato nella serata di ieri un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale. Incrostato, di forma cilindrica, alto 80 cm e largo 10. Doveva essersi impigliato nella rete di qualche imbarcazione da pesca e da questa riportato a terra. Constatato il pericolo alla sicurezza pubblica, è stata la guardia costiera come spiega il tenente di vascello Amato, in servizio nella darsena di Torre, a far sgomberare la zona ed allertare la Prefettura per coordinare il successivo intervento di bonifica: «Naturalmente allinizio, visto il periodo considerevole di tempo passato in mare, non era chiaro di cosa si trattasse, di un oggetto esplosivo o di un vero e proprio ordigno. Una volta ritrovato a terra, comunque e non in mare, la competenza vista la pericolosità per i cittadini è passata alla Prefettura. Noi ci siamo limitati a sgomberare la palazzina ex leva, lì accanto, tra laltro in uso alle nostre forze».

A seguire lintervento degli agenti di polizia e dei vigili urbani che hanno vegliato nella notte lordigno, mentre i primi rilievi fotografici venivano eseguiti dal comandante della sezione navale dei carabinieri, Vincenzo Amitrano. È il tenente della municipale Antonio Oculato a descrivere con precisione nel suo rapporto allamministrazione comunale, caratteristiche e provenienza dellordigno: «Si trattava di un razzo da 5,6 pollici di diametro di nazionalità statunitense. Un residuato della seconda guerra mondiale, con tanto di spoletta, ma privo di motore, o sezione direzionale, quelle tipiche alette alla base di ordigni simili».

Infine dopo una lunga notte, stamane è stato chiamato dalla Prefettura a intervenire il 21° reggimento genio guastatori di Caserta. Per procedere al trasporto in una zona sicura e alla neutralizzazione. La bomba è stata fatta brillare, informano dal Comune, intorno alle 11 in località Santa Maria la Bruna, nella cosiddetta «cava di pietre», dai militari del genio, di stanza a Caserta. Passato lallarme resta la singolare se non incosciente avventura di «pesca al razzo» di cui si è resa protagonista una delle barche ormeggiate placide, nel porto di Torre del Greco.

Sdd
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Napoli, carrozzine in piazza al fianco degli operatori sociali SandroDiD... - 303 views - 5 months ago
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E' gennaio e anche se c'è il sole fa freddo. Una mattina di lavoro come le altre per i napoletani. Il traffico non perdona: ingorghi, motorini e macchine parcheggiate alla buona.
Chi non lavora e chi nella giungla cittadina fa maledettamente fatica a muoversi lotta fianco a fianco davanti al Municipio, perché gli venga restituito un proprio diritto. Gli operatori sociali, in piedi sulle proprie gambe, chiedono lo stipendio, che non percepiscono da mesi. I disabili dal canto loro, in carrozzina, vorrebbero di nuovo l'assistenza degli operatori per poter superare quotidianamente gli ostacoli di una vita complicata in una città indifferente.

Sdd
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«L'Oro della Camorra» a Napoli, la presentazione del libro di Rosaria Capacchione pt. III SandroDiD... - 484 views - 6 months ago
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Inizia qui: http://it.youtube.com/watch?v= 4PJTnb44kt0
E qui: http://it.youtube.com/watch?v= -iOitvd64HU

Presidiata dai carabinieri, affollata di persone. Si presentava così la Feltrinelli di piazza dei Martiri nella serata di ieri, in occasione della presentazione a Napoli dellOro della camorra (12 euro, edizioni Rizzoli) di Rosaria Capacchione. Il libro della giornalista che dal marzo 2008 vive sotto scorta e da 24 anni si occupa delle cronaca nera e giudiziaria, degli omicidi e delle violenze di un angolo del casertano ormai famoso in tutto il mondo. Portato alla ribalta dal successo editoriale di Gomorra, scritto da Roberto Saviano nel 2006 e poi trasformato in opera teatrale, infine trasposto sul grande schermo con la regia di Matteo Garrone.

Meno narrative nella struttura e più vicine ai canoni dellinchiesta giornalistica sono le pagine della Capacchione, segnate dalla storia dellascesa economica e militare del clan dei casalesi, raccontate senza ombra di retorica da una delle firme di punta del «Mattino». La ricostruzione dei traffici, delle storie criminali (nonché criminalmente personali), i tentativi di arrivare con i guadagni delle attività illecite ai piani alti della finanza dei casalesi vengono raccontati nel libro. Di pari passo con le inchieste della magistratura. Ci sono Bardellino, Iovine, Zagaria, Schiavone, manca Giuseppe Setola tra le pagine dellOro della camorra, che da latitante lascia dietro di sé in una fuga fortunosa una copia del libro, giusto due giorni prima della presentazione napoletana. E che dai carabinieri viene arrestato oggi, il giorno dopo, per la soddisfazione di Franco Roberti, capo della Direzione distrettuale antimafia, seduto a fianco della Capacchione come relatore dellappuntamento in libreria. Insieme pure al giudice per le indagini preliminari di Santa Maria Capua Vetere, Raffaele Piccirillo e al direttore del «Mattino», Mario Orfeo.

Tra il pubblico gli amici, i conoscenti e i colleghi, ma soprattutto la gente comune, gli estimatori di una donna umile, forte e terribilmente ironica, come Rosaria Capacchione. Pronta a scartare la pioggia di domande ovvie sulle difficoltà di una vita sotto scorta e sul perché delle minacce ricevute con disarmante semplicità: «Era meglio prima». Oppure: «Perché ce lhanno con me? La moglie di Schiavone diceva che volevo rubargli il marito». Infine un dubbio lasciato a mezzaria, scaturito da un intervento di Roberti e un interessante interrogativo seguito alle domande di alcuni giovani presenti in sala riguardo la misteriosa fine di Antonio Bardellino, uno dei primi capi del clan casalese. È veramente morto? Secondo diverse fonti morì nel 1988 in Sudamerica, ucciso da Mario Iovine a causa di una faida interna. Dice la Capacchione: «Una sola cosa è certa, Bardellino è scomparso e visto che il corpo non è mai stato ritrovato è possibile pure sia vivo».

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«L'Oro della Camorra» a Napoli, la presentazione del libro di Rosaria Capacchione pt. II SandroDiD... - 382 views - 6 months ago
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Inizia qui: http://it.youtube.com/watch?v= 4PJTnb44kt0

Presidiata dai carabinieri, affollata di persone. Si presentava così la Feltrinelli di piazza dei Martiri nella serata di ieri, in occasione della presentazione a Napoli dellOro della camorra (12 euro, edizioni Rizzoli) di Rosaria Capacchione. Il libro della giornalista che dal marzo 2008 vive sotto scorta e da 24 anni si occupa delle cronaca nera e giudiziaria, degli omicidi e delle violenze di un angolo del casertano ormai famoso in tutto il mondo. Portato alla ribalta dal successo editoriale di Gomorra, scritto da Roberto Saviano nel 2006 e poi trasformato in opera teatrale, infine trasposto sul grande schermo con la regia di Matteo Garrone.

Meno narrative nella struttura e più vicine ai canoni dellinchiesta giornalistica sono le pagine della Capacchione, segnate dalla storia dellascesa economica e militare del clan dei casalesi, raccontate senza ombra di retorica da una delle firme di punta del «Mattino». La ricostruzione dei traffici, delle storie criminali (nonché criminalmente personali), i tentativi di arrivare con i guadagni delle attività illecite ai piani alti della finanza dei casalesi vengono raccontati nel libro. Di pari passo con le inchieste della magistratura. Ci sono Bardellino, Iovine, Zagaria, Schiavone, manca Giuseppe Setola tra le pagine dellOro della camorra, che da latitante lascia dietro di sé in una fuga fortunosa una copia del libro, giusto due giorni prima della presentazione napoletana. E che dai carabinieri viene arrestato oggi, il giorno dopo, per la soddisfazione di Franco Roberti, capo della Direzione distrettuale antimafia, seduto a fianco della Capacchione come relatore dellappuntamento in libreria. Insieme pure al giudice per le indagini preliminari di Santa Maria Capua Vetere, Raffaele Piccirillo e al direttore del «Mattino», Mario Orfeo.

Tra il pubblico gli amici, i conoscenti e i colleghi, ma soprattutto la gente comune, gli estimatori di una donna umile, forte e terribilmente ironica, come Rosaria Capacchione. Pronta a scartare la pioggia di domande ovvie sulle difficoltà di una vita sotto scorta e sul perché delle minacce ricevute con disarmante semplicità: «Era meglio prima». Oppure: «Perché ce lhanno con me? La moglie di Schiavone diceva che volevo rubargli il marito». Infine un dubbio lasciato a mezzaria, scaturito da un intervento di Roberti e un interessante interrogativo seguito alle domande di alcuni giovani presenti in sala riguardo la misteriosa fine di Antonio Bardellino, uno dei primi capi del clan casalese. È veramente morto? Secondo diverse fonti morì nel 1988 in Sudamerica, ucciso da Mario Iovine a causa di una faida interna. Dice la Capacchione: «Una sola cosa è certa, Bardellino è scomparso e visto che il corpo non è mai stato ritrovato è possibile pure sia vivo».

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Termina qui: http://it.youtube.com/watch?v= KLcouJKktqg
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«L'Oro della Camorra» a Napoli, la presentazione del libro di Rosaria Capacchione pt. I SandroDiD... - 691 views - 6 months ago
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Continua qui: http://it.youtube.com/watch?v= -iOitvd64HU
E qui: http://it.youtube.com/watch?v= KLcouJKktqg

Presidiata dai carabinieri, affollata di persone. Si presentava così la Feltrinelli di piazza dei Martiri nella serata di ieri, in occasione della presentazione a Napoli dellOro della camorra (12 euro, edizioni Rizzoli) di Rosaria Capacchione. Il libro della giornalista che dal marzo 2008 vive sotto scorta e da 24 anni si occupa delle cronaca nera e giudiziaria, degli omicidi e delle violenze di un angolo del casertano ormai famoso in tutto il mondo. Portato alla ribalta dal successo editoriale di Gomorra, scritto da Roberto Saviano nel 2006 e poi trasformato in opera teatrale, infine trasposto sul grande schermo con la regia di Matteo Garrone.

Meno narrative nella struttura e più vicine ai canoni dellinchiesta giornalistica sono le pagine della Capacchione, segnate dalla storia dellascesa economica e militare del clan dei casalesi, raccontate senza ombra di retorica da una delle firme di punta del «Mattino». La ricostruzione dei traffici, delle storie criminali (nonché criminalmente personali), i tentativi di arrivare con i guadagni delle attività illecite ai piani alti della finanza dei casalesi vengono raccontati nel libro. Di pari passo con le inchieste della magistratura. Ci sono Bardellino, Iovine, Zagaria, Schiavone, manca Giuseppe Setola tra le pagine dellOro della camorra, che da latitante lascia dietro di sé in una fuga fortunosa una copia del libro, giusto due giorni prima della presentazione napoletana. E che dai carabinieri viene arrestato oggi, il giorno dopo, per la soddisfazione di Franco Roberti, capo della Direzione distrettuale antimafia, seduto a fianco della Capacchione come relatore dellappuntamento in libreria. Insieme pure al giudice per le indagini preliminari di Santa Maria Capua Vetere, Raffaele Piccirillo e al direttore del «Mattino», Mario Orfeo.

Tra il pubblico gli amici, i conoscenti e i colleghi, ma soprattutto la gente comune, gli estimatori di una donna umile, forte e terribilmente ironica, come Rosaria Capacchione. Pronta a scartare la pioggia di domande ovvie sulle difficoltà di una vita sotto scorta e sul perché delle minacce ricevute con disarmante semplicità: «Era meglio prima». Oppure: «Perché ce lhanno con me? La moglie di Schiavone diceva che volevo rubargli il marito». Infine un dubbio lasciato a mezzaria, scaturito da un intervento di Roberti e un interessante interrogativo seguito alle domande di alcuni giovani presenti in sala riguardo la misteriosa fine di Antonio Bardellino, uno dei primi capi del clan casalese. È veramente morto? Secondo diverse fonti morì nel 1988 in Sudamerica, ucciso da Mario Iovine a causa di una faida interna. Dice la Capacchione: «Una sola cosa è certa, Bardellino è scomparso e visto che il corpo non è mai stato ritrovato è possibile pure sia vivo».

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SandroDiDomenico  
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About Me: Laureato a Salerno in Giornalismo e comunicazione con una tesi sulle nuove tecnologie e le fonti di informazione.

Specializzato alla "Sapienza" di Roma in Giornalismo economico, politico e giuridico con una tesi sull'Espresso negli anni della tensione.

Iscritto all'Albo dei giornalisti dal 2004 dopo una gavetta di esperienze redazionali e cronaca per giornali e televisioni locali.

Anche consulente e responsabile per la pubblica amministrazione nell'ambito di progetti di comunicazione, democrazia diretta e bilancio partecipativo.

Una selezione di videoreport e inchieste realizzati per Corriere del Mezzogiorno e Corriere.it:

Capodanno calibro 9
http://tinyurl.com/CapodannoCa libro9

Luci a Poggioreale
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Ecco l'"Hollywood" dei casalesi
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Contatto diretto Skype: sandro_di_domenico

Nota: I contrappunti musicali dei servizi pubblicati sono nella maggior parte dei casi opere originali di Ivan Caso, musicista e fotografo napoletano.
Per maggiori informazioni a riguardo: http://tinyurl.com/IvanCaso
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rosadamascene (3 months ago)
Se passo da quelle parti, verrò a visitarlo ben volentieri :P
eheh
AllegroFranchino (5 months ago)
Ciao Sandro, grazie per il commento che hai lasciato sul canale,
a presto,
Morinibros
L' Allegro Franchino
rotocalco satirico di contro informazione
IoReporterSkyTg (8 months ago)
Ciao!

Se ti interessa pubblicare qualche video, da una settimana e' partita su SKYTG24 una rubrica chiamata IO REPORTER, che ospita tutti i contributi video creati dai cittadini comuni.
Il classico "citizen journalism".

Se sei interessato, facci sapere.
Saluti

Redazione Sky TG24
barullone (9 months ago)
grazie per il commento e complimenti per il tuo giornalismo,ciao
iogiornalista (9 months ago)
E' tosta fare giornalismo a Napoli, eh? Giornali che non pagano, televisioni che non producono più nulla, tutti a piangere miseria, salvo poi fare sistemi informativi da 200mila euro invece dei soli ventimila che sarebbero bastati, è tutto così, e fai davvero bene a tentare strade alternative...fatti sentire parliamo un pò, bravo!!
saxia81 (10 months ago)
si telefilm quelli vecchi tipo happy day...wonder woman... superman....quelli sono belli non quelli di ora che aggiungono solo pensieri negativi alla tua vita--- serie di ragazzi persi nell'alcool nella droga... uno vorrebbe accendere la televisione e vedere qualcosa di bello.... non altri problemi che già affliggono la vita quotidiana.. per quello purtroppo basta leggere un quotidiano o vedere un telegiornale... grazie del commento... ciao ciao
monserratopauli (1 year ago)
solo oggi ho letto il commento da te lasciato sul mio canale, ti ringrazio, un saluto dalla Sardegna
tizianajole (1 year ago)
a grazie:-) scusa dimenticavo del mio profilo:-)
pilotmusik (1 year ago)
heya, friendship :) cheers from cologne/germany