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Inter-Atalanta: 4-3 31-5-2009 Highlights 6689inter - 24,898 views - 1 month ago
MILANO - Per l'ultima partita di campionato della stagione, José Mourinho affida la tradizionale panchina nerazzurra a chi come ha detto lo stesso allenatore nerazzurro 'ha lavorato e sofferto iniseme a me durante tutto l'arco dell'anno' e cioè a Daniele Bernazzani, Rui Faria, Silvino e Fausto Sala, mentre Mourinho e gli altri si accomoderanno sulla panchina aggiunta. Inter-Atalanta è un miscuglio di gioie e dolori: è infatti la partita che consegna il 17° titolo di campioni d'Italia all'Inter tingendo con il tricolore tutto il prato dello stadio "Meazza" e la stessa che regala a Zlatan Ibrahimovic quello di capocannoniere con 25 marcature, ma è anche la gara che necessita di un pò di silenzio per ricordare gli operai della Saras che hanno perso la vita in settimana e quella che segna l'addio al calcio di Luis Figo che, salutato dall'applauso incessante di compagni e tifosi, lascia il campo ed entra nella leggenda. Infine, Inter-Atalanta è soprattutto una partita che dimostra come l'Inter non si arrenda mai e con che determinazione cerchi l'ultimo successo della stagione trasformando 90 minuti qualunque in puro spettacolo, nella 118esima vittoria interna di José Mourinho, e in un record che mancava dalla stagione 1992-'93 e che la vede chiudere l'annata senza subire alcuna sconfitta casalinga la Serie A 2008/09.
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L'Inter|Moratti|Mourinho| "La Sfida è su noi stessi" 6689inter - 701 views - 2 months ago
L'Inter|Moratti|Mourinho| "La Sfida è su noi stessi"
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Adriano ha un nuovo flirt - Dalla donna fragola a quella caviale 6689inter - 6,497 views - 2 months ago
Se il futuro calcistico di Adriano, che ha appena rescisso il suo contratto con l'Inter, resta incerto quello amoroso ha già un nuovo presente. L'attaccante brasiliano, infatti, ha detto addio a Mulher Moranguinho (alias donna fragolina) preferendole Mulher Caviar (donna caviale).




Eliza Pereira, questo il vero nome del nuovo flirt dell'Imperatore ha soppiantato Ellen Cardoso. Mora con un lato B che non ha nulla da invidiare a quello della fragolina, la donna caviale ha tutte le carte in regola per un brindisi. E dopo fragole e caviale, ci vuole un cin cin a base di champagne.

E infatti Adri non ha perso tempo e dopo aver lasciato la fragolina è stato beccato nelle notti di Rio, folleggiare con la sua nuova fiamma. Insomma l'attaccante non si fa davvaro mancare nulla. Dalle fragole al caviale: non c'è che dire l'Imperatore ha gusti sopraffini!


26 aprile 2009
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Cavalli da Champions: si accettano scommesse 6689inter - 346 views - 2 months ago
Cavalli da Champions: si accettano scommesse
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Ibrahimovic si prepara ai saluti. Lo svedese a Eurosport: "Ho voglia di qualcosa di nuovo". 6689inter - 4,626 views - 2 months ago
Tempo di cambiamenti all'Inter? Dopo Adriano è il turno di Ibra? Per ora, di sicuro non c'è nulla, tranne il fatto che le dichiarazioni di Zlatan Ibrahimovic, rilasciate in esclusiva a Eurosport, non passeranno inosservate e non mancheranno di alzare un polverone.

"Ho molte responsabilità, quando sono entrato per la prima volta in campo ho sentito addosso molta pressione. Anch'io ho mi sono concentrato al massimo perché volevo fare subito bene. Se io non riesco a fare bene, non mi sento in pace con me stesso", ha dichiarato l'attaccante nerazzurro in un'intervista in cui si mette a nudo e parla anche dei suoi progetti futuri.

"Ho un contratto con l'Inter e ora sto benissimo qua. Ma allo stesso tempo vorrei provare qualcosa di diverso perché sono cinque anni che sono qui in Italia e... ho vinto tutto. Ho imparato molto dal calcio italiano, ma è arrivato in momento in cui dico a me stesso di provare qualcosa di nuovo. Mi era successo all'Ajax e mi accade ora", ha rivelato, azionando, così, un campanello d'allarme. Società, dunque, avvertita e tifosi messi in guardia. Tifosi che, al pensiero di perdere il loro gioiello, non dormiranno sonni tranquilli.

E se dovesse andare via, quale destinazione gli sarebbe più gradita? "La Spagna. Penso che il calcio spagnolo sia il migliore, spesso ci penso. Mi piace, è giocato in modo molto tecnico".

Ma nell'intervista, lo svedese, cresciuto a Rosengard, un ghetto di Malmoe, parla anche del suo passato e dei primi calci dati a un pallone: "Quando ho iniziato a giocare a calcio ero in piccolo club locale, il Balkan, e i miei compagni di squadra erano di origine araba, jugoslava, cilena, brasiliana... non c'erano ragazzi svedesi. Io ero il più piccolo".

Non è stata semplice la vita per Ibra, almeno prima di essere notato dalle grandi squadre europee. "A volte saltavo gli allenamenti perchè il campo era lontano da casa mia - ha rivelato l'attaccante -. Non avevo una bicicletta per raggiungerlo, così capitava che ne rubassi una. Non è una bella cosa da dire, ma è successo", ha spiegato candidamente.
L'Ajax è stato il suo trampolino di lancio, la società olandese ha fatto tanto per averlo, ma altre squadre mostrarono il proprio interesse nei suoi confronti, una di queste fu l'Arsenal di Wenger. "Quando lo incontrai per la prima volta, parlammo anche un po'. In quell'occasione ebbi modo di vedere anche Vieira e altri grandi giocatori che giocavano in quel periodo - ha proseguito Zlatan -. Mi contattò anche la Roma, ma alla fine andai all'Ajax, una buona soluzione per me, anche se Wenger sta facendo davvero un ottimo lavoro con i giovani".

I suoi pensieri, durante l'intervista, sono rivolti alla formazione olandese, il trampolino di lancio, ma anche alla Juventus, che l'ha acquistato nel 2004. "Capello mi ha aiutato molto, anche per farmi imparare l'italiano. Mi ha dato lezioni di calcio, mi ha chiamatio nel suo ufficio e mi ha fatto vedere delle video cassette: protagonista era Marco Van Basten. Capello mi ha lasciato lì da solo - ha ricordato lo svedese - e mi ha detto di studiare: per ore ho visto e rivisto tutti i gol di Van Basten".

E se non è dato sapere ancora se Ibra rimarrà o meno all'Inter, c'è un giocatore che la maglia nerazzurra non la indossa più: si tratta di Adriano. Il brasiliano, infatti, ha rescisso ufficialmente il suo contratto con il club di via Durini. Lo ha annunciato la società nerazzurra sul suo sito. "F.C. Internazionale - si legge nella nota - comunica che il contratto di lavoro sportivo con il calciatore Adriano Leite Ribeiro è stato consensualmente risolto con effetto a partire dal 1° aprile 2009. Stamane sono stati depositati i documenti negli uffici della Lega Nazionale Professionisti". "Ad Adriano l'abbraccio di tutta l'Inter per 8 anni e 74 gol vissuti insieme", si chiude il messaggio.

Quale sarà il futuro dell'Imperatore? "Per ora non vuole tornare in Italia e neanche in Europa. Forse giocherà in una squadra brasiliana, anche perché è nel giro della Nazionale", ha spiegato il suo procuratore, Gilmar Rinaldi.

Una cosa, comunque, è certa: il brasiliano non ha ancora deciso nulla in merito al suo futuro "perché prima doveva arrivare la rescissione che era una cosa importante. Ma è difficile che un giocatore così giovane, a 27 anni, smetta. Per questo, forse, troveremo una soluzione qui in Brasile dove il campionato inizia fra dieci giorni e avrebbe un'opportunità per giocare. Ma adesso non abbiamo nulla in mente".
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Razzismo, Platini: pronti a interrompere le partite 6689inter - 218 views - 2 months ago
Il presidente Uefa: "Ci muoveremo per sospendere le partite in caso di cori razzisti"

Interrompere le partite, nel caso anche definitivamente. Michel Platini annuncia la linea dura dell'Uefa contro il razzismo negli stadi dopo il caso Balotelli. "Da oggi in poi - dice Platini - in pre4senza di cori razzisti proveremo a smettere di giocare per 10 minuti, per poi fare degli annunci e ricominciare. Ma se i cori razzisti continuassero siamo per chiudere definitivamente la partita. Bisogna avere il coraggio di farlo".
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Moratti: "Non ce l'ho con la Juve" Caso Balotelli:"Il problema va risolto" 6689inter - 584 views - 2 months ago
Massimo Moratti non è arrabbiato con la Juventus per gli episodi di razzismo rivolti a Mario Balotelli. A precisarlo è stato lo stesso presidente dell'Inter: "Quello che è successo mi ha fatto scattare il primo giorno, poi capisco che la Juve abbia le sue ragioni e reagirà come deve reagire" Poi ha precisato: "E' un fatto antipatico e come tale bisogna trovare una regola che consenta la protezione di chi è coinvolto''.




Il patron nerazzurro ha quindi ribadito di non avercela né con i bianconeri né con altre società e si è augurato che anche in Italia si possano punire più severamente gli episodi di razzismo. Secondo Moratti di fronte a episodi come quello di sabato scorso si può anche pensare di sospendere la partita oppure "chiamare i capitani e capire come interrompere una situazione del genere''. Poi Moratti torna sull'episodio di Zorò, quando nel 2005, l'allora giocatore del Messina venne insultato dai tifosi nerazzurri: "Avevamo torto noi come hanno torto loro, benché noi allora ci mettemmo dalla parte di Zorò".

Per quanto riguarda il comportamento di Mario Balotelli, Moratti ha voluto precisare che si tratta di ''due cose diverse e parallele: uno è l'atteggiamento del giocatore che può sembrare simpatico o antipatico, l'altro è colpirlo su questo lato qui. Questo è invece un insulto che va molto oltre".
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Razzismo, Juve a porte chiuse Figc: "In caso di cori sarà stop" 6689inter - 580 views - 2 months ago
Razzismo:Juve,una gara porte chiuse
La decisione del giudice sportivo dopo i cori contro Balotelli

(ANSA) - MILANO, 20 APR - Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha condannato la Juventus a disputare un turno a porte chiuse a causa dei cori razzisti. La decisione e' conseguente all'atteggiamento di alcuni gruppi di tifosi juventini nei confronti di Mario Balotelli, bersaglio di insulti a sfondo razziale durante la partita di sabato sera.
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Furia Inter contro la Juve: Fischi a Balotelli, Moratti: Avrei ritirato squadra 20-4-2009 6689inter - 21,551 views - 2 months ago
"Se fossi stato allo stadio, avrei ritirato la squadra". Parole pesanti quelle di Massimo Moratti, che è profondamenete offeso dagli insulti razzisti che i tifosi juventini hanno indirizzato durante il match a Mario Balotelli. "Adesso aspetto le scuse della Juve, ma anche della Federcalcio. Non a me, ma a Balotelli".

La parola adesso passa al giudice sportivo perché l'Inter si aspetta una punizione esemplare nei confronti della Juventus per i cori razzisti riservati a Mario Balotelli nel corso della partita di sabato sera. E le parole del presidente Moratti sono davvero di fuoco, segno che quanto accaduto ha davvero lasciato il segno.

"Se fossi stato allo stadio - ha detto il massimo dirigente nerazzurro - ad un certo punto avrei lasciato il mio posto in tribuna, sarei sceso in campo e avrei ritirato la squadra. Perché c'è un limite a tutto. Quei cori sono stati fatti da quasi tutto lo stadio, con una convinzione tale che sembrava esserci orgoglio e felicità nel cantarli. Questo è terribile, tutto ciò va al di là della partita, del risultato, dei gol fatti e di quelli sbagliati".

Il presidente della Juventus Cobolli Gigli ha condannato il comportamento dei tifosi, prendendo le distanze e ribadendo che non esistono giustificazioni, ma il club adesso rischia una punizione pesante. Sicuramente ci sarà un'ammenda, ma la squadra potrebbe giocare a porte chiuse le prossime gare, mentre qualcuno, in casa Inter, si aspetta addirittura la vittoria per 3-0 a tavolino.
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I cori razzisti a Balotelli una vergogna nazionale. Parla Matarrese. 6689inter - 6,789 views - 2 months ago
Il coraggio di punire davvero
I cori razzisti a Balotelli una vergogna nazionale. Occorre cambiare le regole al più presto e dare più armi agli arbitri, inasprire le sanzioni economiche e sportive di GIANNI MURA

Mario Balotelli

Sos razzismo, ecco cosa fare di FABRIZIO BOCCA

ROMA - Tutto nel segno di Balotelli. Anche grazie a un suo gol si chiude il discorso al vertice del campionato, ma il tifo razzista contro di lui a Torino apre un nuovo capitolo. "Se fossi stato allo stadio avrei ritirato la squadra" ha detto Moratti. Nel pomeriggio di ieri le scuse di Cobolli Gigli. E intanto il calcio italiano si scopre brutto in campo, ottuso e violento intorno al campo, lontano dall'Europa. Non è una bella fotografia, ma fotografa la realtà. E sottovalutarla, far finta di nulla non conviene a nessuno. Altre considerazioni.

1. Peccato che Moratti non fosse a Torino e quindi non potesse ritirare la squadra. Un segnale forte sarebbe servito. Così, si prende atto che l'arbitro, in sintonia col delegato all'ordine pubblico, può sospendere la partita per uno striscione razzista non rimosso, ma per cori razzisti no. Per un bengala , un petardo sì. Per cori razzisti no. L'arbitro può segnalare i cori nel suo referto. In genere scatta una multa (cifre ridicole, poco più d'un buffetto sulla guancia).
2. Il razzismo negli stadi non è un male solo nostro, è diffuso in Europa, e per l'Uefa e per Platini che la dirige questa è una battaglia da vincere. Occorre cambiare le regole al più presto e dare più armi agli arbitri (che palesano spesso improvvise sordità). Occorre inasprire le sanzioni, da quelle economiche (che si possono destinare a campagne d'educazione) a quelle sportive. Inasprire significa non aver paura di stangare: in caso di recidiva, passare dalla chiusura dello stadio alla partita persa alla penalizzazione in punti all'esclusione dalle coppe europee.

3. Balotelli farà 19 anni in agosto. Ha atteggiamenti da bullo, non rispetta nessuno (cosa che piace a Mourinho, ma dovrebbe preoccuparlo), deve imparare a muoversi da professionista e a non sprecare il suo talento. Siamo in tanti a sperare che chi gli è più vicino (la famiglia, qualche compagno di squadra anziano) gli faccia capire cose giuste, atteggiamenti più sereni. Balotelli ha la vocazione, può anche fare a meno della provocazione, sempre che non sia un atteggiamento spinto di legittima difesa. E comunque niente di tutto questo giustifica mezzo stadio a urlare di tutto a un ragazzo che ha, nella visione idiota degli urlatori, non una colpa ma due: ha la pelle nera ed è italiano, gioca in Nazionale Under 21 e presto, secondo molti osservatori, arriverà alla Nazionale maggiore. Le banane e il verso della scimmia in Inghilterra li portarono negli stadi i seguaci del National Front quando Viv Anderson e John Barnes, neri, indossarono la maglia della Nazionale.
4. Non esistono negri italiani, questo era uno degli slogan a Torino. La polizia indaga e qualcosa troverà, con tutte le telecamere a disposizione. Troverà (a disposizione anche su Facebook, in molti blog di tifosi) il solito ciarpame promosso a ideologia: qualche svastica, qualche ritratto di Hitler e di Mussolini, molto odio da rovesciare addosso al prossimo. Si porta nello stadio quello che si respira nelle città (non solo in periferia). Lo stadio dà un'eco più vasta, altro che picchiare il cingalese che vende fiori, e si rischia meno.

5. Chi prova a cambiare qualcosa (in meglio) dei riti da stadio, viene additato come un utopista, se non un coglione (parlo della Fiorentina). A me sarebbe piaciuto vedere un giocatore della Juve, uno, non pretendo tutti, fare un segno alle curve: adesso basta, piantatela. Sarà per la prossima volta, forse.
6. Il Milan (impressionante Inzaghi) dilaga col Torino e raggiunge la Juve al secondo posto. Le sconfitte di Genoa e Fiorentina ridanno fiato alla Roma, che col Lecce vince grazie a un rigore inesistente. Brava l'Udinese, reduce da un'eliminazione da crepacuore, giovedì col Werder, eppure bella ed efficace con la Fiorentina. Bravo il Chievo, 13 punti nel girone d'andata e già 21 nel ritorno: due gol di Pellissier anche a Siena. La Reggina, che vince sul campo di un'Atalanta turbata dalle voci di mercato, tiene accesa una piccolissima speranza.
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Juventus Vs Inter 1-1 Highlights Sky 6689inter - 3,382 views - 2 months ago
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Juventus Inter 1-1 Red card for Tiago 6689inter - 3,658 views - 2 months ago
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La storia dell' Inter, o meglio: del Football Club Internazionale di Milano, ha inizio la sera del 9 marzo 1908. Inter sta infatti per Internazionale, vale a dire una squadra aperta verso l'estero, anche nel senso di offrire spazio a giocatori non italiani (come il suo primo Capitano, lo svizzero Manktl). L'Inter era la risposta al preesistente Milan Cricket and Football Club, e si sentiva ben simboleggiata dal dipinto dedicatole dal pittore Giorgio Muggiani. I colori della Società - oro, nero, azzurro - sono rimasti gli stessi di oggi. Primo Presidente era il veneziano Giovanni Paramithiotti. Due anni dopo arriva il primo scudetto, conquistato con un bel risultato (11-3) contro la Pro Vercelli, dopo un campionato non facile.Con la Grande Guerra si manifesta il caos, anche per la nostra Inter.... ma nel primo campionato organizzato nel dopoguerra vince infatti il secondo scudetto, battendo il Livorno per 3-2, il 20 giugno1920.

IO NON RUBO IL CAMPIONATO
ED IN SERIE B NON SON MAI STATO!

Scudetti: 17
Trofei nazionali: 5 Coppe Italia
4 Supercoppe italiane

Trofei internazionali: 2 Coppe dei Campioni
3 Coppe UEFA
2 Coppe Intercontinentali
Hometown:
San Marco
Country:
Italy
Occupation:
Per ora ancora niente...
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Music:
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pitonza138 (4 days ago)
avete visto ibra avrà il n 10!!!!!!!!!!! :(
Giovannina98 (1 week ago)
si w davide santon lo amo è bellissimol!!!e anke mlt bravo!!!!forza inter bel canale!!!!
ilGenio90 (1 week ago)
ciao... mi piacerebbe postare su un sito un tuo video... però prima volevo chiederti il permesso XD...
è per la divulgazione dell'interismo... fammi sapere, ciao, FORZA INTER!
eltrattor5 (1 week ago)
i piu forti anche quet'anno!!
SuperLollointer (1 week ago)
mi sono iscritto e ho fattto quello di amicizia se vuoi ricambia ciao forza inter
giggio123456789 (2 weeks ago)
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z0r09 (2 weeks ago)
forza inter
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